Iran, sgominata la cellula terrorista. Disgustoso il silenzio della Ue

Le forze di sicurezza iraniane hanno smantellato una cellula terroristica che aveva l’obiettivo di “alimentare i disordini” nel Paese. Lo ha annunciato il ministero dell’Intelligence di Teheran, mentre si fanno sempre più sporadiche le manifestazioni anti-governative che avevano infiammato l’Iran a cavallo di Capodanno. L’operazione ha avuto luogo a Piranshahr, località della provincia dell’Azerbaijan occidentale, nel nord-ovest dell’Iran. “La cellula – si legge in una nota del ministero – si era infiltrata in Iran ed era stata incaricata di provocare esplosioni e uccidere persone innocenti”. Nello scontro a fuoco tre agenti dell’intelligence e un terrorista sono morti. Diversi membri della cellula sono rimasti feriti. Inoltre sono stati sequestrati kalashnikov, granate, uniformi militari e documenti che spiegavano come provocare disordini. Durissimo il commento di Raffaele Fitto che critica la Ue: “C’è una soglia oltre la quale non si può più tollerare e accettare in silenzio un comportamento inqualificabile. Dinanzi a una vicenda drammatica, quando siamo ormai a una settimana di manifestazioni per la libertà a Teheran, con decine di persone assassinate e centinaia di arrestati, giunge oggi una dichiarazione di Federica Mogherini che suona come incredibile. Parla di perdita di vite (come se le morti fossero il frutto di una casualità) e si rivolge a entrambe le parti in causa, invitando gli uni e gli altri ad evitare la violenza, di fatto affermando una inaccettabile equidistanza europea tra il regime e i manifestanti per la libertà”, afferma Raffaele Fitto, presidente di Noi con l’Italia, che continua: “Dieci giorni fa, non si sa con quale mandato, aveva risposto in modo irridente e offensivo al primo ministro israeliano Netanyahu, ed era già un atto politicamente grave è discutibile. Oggi – lamenta Fitto – giunge un atto politico ancora più grave: mentre le donne di Teheran si battono in modo commovente per liberarsi del velo, mentre tanti iraniani cercano una speranza di libertà, da Bruxelles arriva una dichiarazione inaccettabile. So bene che la situazione iraniana è delicata e gli sviluppi sono incerti. Ma a maggior ragione tocca all’Europa, all’Occidente difendere alcuni principi. Come si fece negli anni Ottanta a sostegno dei dissidenti sovietici, o del movimento polacco Solidarnosc. La prima cosa da fare ora è proteggere gli arrestati”. Intanto il capo del movimento sciita di Hezbollah in Libano ha minimizzato l’effetto delle proteste in atto in Iran. “Quando si parla di Iran non c’è nulla, penso, che desti preoccupazione”, ha detto Seyyed Hassad Nasrallah in un’intervista all’emittente televisiva libanese Al Mayadeen. Secondo Nasrallah le proteste in Iran non sono così gravi e gli Stati Uniti e l’Arabia Saudita hanno interferito nella crisi. Nasrallah ha quindi invitato i suoi seguaci a non venire influenzati dai resoconti dei media sulle proteste e ha detto che le speranze di Stati Uniti, Israele e Arabia Saudita affinché le manifestazioni abbiano un effetto politico sono state infrante.