Il Pd emiliano “rigetta” Casini. A Milano la Boldrini vuole sfidare Salvini

Lo ha detto e ripetuto fino a ieri sera, in tv: “Il mio nemico è Salvini, ma anche il fascismo, non esiste quello buono…”. Ecco perché Laura Boldrini sarà costretta a passare dalle parole ai fatti e a scendere in campo e mettersi in gioco personalmente contro il leader della Lega, probabilmente in un collegio nel centro di Milano, dove potrebbe andare in scena, il prossimo 4 marzo, una supersfida politica tra Leu-Lega e Pd, Boldrini-Salvini-Bonino. Sì, perché proprio il Pd, che ha arruolato nelle proprie liste la formazione “+Europa” capitanata dalla leader dei radicali, potrebbe decidere di schierare la sua big per provare il colpaccio nella capitale industriale d’Italia. A Milano, sempre nel collegio più importante, del centro, il M5S punterebbe invece su Manlio Di Stefano.

Se il Pd confida nel colpaccio a Milano (almeno ai danni di Leu…), in Emilia ha grossi problemi a imporre la candidatura di Pierferdinando Casini, cooptato e paracadutato in un collegio sicuro di Bologna 1 Senato in quota «Civica e Popolare» della Lorenzin. Il Pd locale minaccia di non votarlo (dopo aver combattuto lui e la sua Dc per decenni…) e chiede a Renzi di spostarlo altrove. Anche perché a Bologna la sinistra di Piero Grasso schiererà un pezzo da novanta, l’ex presidente della Regione Vasco Errani, esponenti di LeU.