I manifesti di Grasso? Copiano le pose di Hillary e lo sguardo di Alberto Lupo

sabato 13 gennaio 19:26 - DI Renato Berio

Il manifesto elettorale di Pietro Grasso, candidato premier di Liberi e Uguali, riprende lo slogan del leader laburista  Jeremy Corbyn: per i molti non per i pochi. E qui si arresta il substrato ideologico della nuova sinistra da declinare all’inglese e non all’italiana. Anche perché gli altri leader (leggi Bersani e D’Alema) sono tutto tranne che nuovi. Per il resto, nel manifesto, è il primo piano di Grasso a catturare l’attenzione. Leggermente ammiccante lo sguardo, con un sorriso alla Alberto Lupo (il popolare attore scomparso nel 1984).

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Ma la foto, o meglio la posa assunta da Pietro Grasso nella foto del manifesto elettorale, ricorda però anche il piglio autorevole e sicuro di sé del protagonista della celebre serie House of Cards, Frank Underwood.

house-of-cardsCerto la somiglianza tra Grasso e l’attore Kevin Spacey, al centro delle burrascose polemiche sulle molestie sessuali nel cinema, rappresenta un’analogia che non può giovare al leader di Liberi e Uguali e tuttavia non era quello l’effetto voluto: sono le suggestioni sottese al personaggio della celebre serie ad essere messe in azione, per tentare di “costruire” in fretta e furia, almeno a livello di immagine, quel carisma di cui Grasso è privo e del quale necessita urgentemente per supportare una sfida titanica agli altri competitor elettorali, sicuramente più amati (e anche odiati) di lui. L’idea che si voleva dare di Grasso è quella dell’uomo capace di gestire il potere, non un ultimo arrivato, non un ripiego. Gestire il potere non per sé, per i molti certo (almeno così dice lo slogan che accompagna la foto) ma dov’è la differenza? Il manifesto gioca sull’appeal di un volto, di una persona. E i “molti” se ne rimangono in secondo piano. Come citazione retorica. Le capacità seduttive di un leader passano anche da qui, dai richiami all’immaginario presente (House of Cards) e passato (lo sguardo invitante/intrigante di Alberto Lupo). Senza dimenticare il linguaggio del corpo, che deve trasmettere fiducia e disponibilità all’ascolto, ma tanto quanto può concederla un leader. Infatti Grasso non ha trovato di meglio che copiare una posa elettorale di Hillary Clinton…

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