Foibe, il convegno della vergogna. Gasparri: «L’Anpi offende le vittime»

Il prossimo 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo in memoria degli italiani gettati nelle foibe dai partigiani. Grazie al governo di centrodestra quattordici anni fa è stata istituita per legge questa data in memoria dei nostri concittadini costretti a lasciare ogni loro bene e di migliaia sterminati dal regime titino. Eppure dopo tanti anni ancora molto bisogna lavorare, come dimostra l’ennesimo sfregio che vede Torino come sede di un convegno che nega questa dolorosa pagina di storia italiana. A denunciarlo è il senatore Maurizio Gasparri: «È sconcertante che a quattordici anni dall’istituzione della legge sul Giorno del Ricordo si portino ancora avanti tesi giustificazioniste se non addirittura negazioniste della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Il prossimo 10 febbraio a Torino è stato infatti organizzato l’ennesimo convegno -spiega Gasparri – cui hanno aderito tra gli altri l’Anpi e una serie di associazioni di combattenti antifascisti, nel vergognoso intento di ribaltare verità storiche acclarate e offendere la memoria di migliaia di nostri concittadini che hanno perso ogni bene e la vita stessa a seguito della sanguinaria repressione del regime di Tito».

Convegno negazionista sulle foibe

Siamo sconvolti per questo nuovo tentativo di cancellare e mistificare  una parte terribile della recente storia Italia. «Riteniamo che ancora molto si debba fare perché il ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata non si spenga ma sia portato a conoscenza e resti vivo soprattutto nelle giovani generazioni – progue Gasparri- Per anni questa parte della storia italiana è scomparsa dalle pagine dei libri. Abbiamo il dovere di tenere alto il ricordo del sacrificio degli italiani del confine istriano, giuliano e dalmata che non sarà l’ennesimo incontro giustificazionista a cancellare». Ci auguriamo che la sindaca Appendino voglia prendere le  distanze da iniziative negazioniste di una delle pagine più buie della nostra storia.