Foibe, il convegno della vergogna. Gasparri: «L’Anpi offende le vittime»

mercoledì 31 gennaio 14:58 - di Augusta Cesari

Il prossimo 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo in memoria degli italiani gettati nelle foibe dai partigiani. Grazie al governo di centrodestra quattordici anni fa è stata istituita per legge questa data in memoria dei nostri concittadini costretti a lasciare ogni loro bene e di migliaia sterminati dal regime titino. Eppure dopo tanti anni ancora molto bisogna lavorare, come dimostra l’ennesimo sfregio che vede Torino come sede di un convegno che nega questa dolorosa pagina di storia italiana. A denunciarlo è il senatore Maurizio Gasparri: «È sconcertante che a quattordici anni dall’istituzione della legge sul Giorno del Ricordo si portino ancora avanti tesi giustificazioniste se non addirittura negazioniste della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Il prossimo 10 febbraio a Torino è stato infatti organizzato l’ennesimo convegno -spiega Gasparri – cui hanno aderito tra gli altri l’Anpi e una serie di associazioni di combattenti antifascisti, nel vergognoso intento di ribaltare verità storiche acclarate e offendere la memoria di migliaia di nostri concittadini che hanno perso ogni bene e la vita stessa a seguito della sanguinaria repressione del regime di Tito».

Convegno negazionista sulle foibe

Siamo sconvolti per questo nuovo tentativo di cancellare e mistificare  una parte terribile della recente storia Italia. «Riteniamo che ancora molto si debba fare perché il ricordo delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata non si spenga ma sia portato a conoscenza e resti vivo soprattutto nelle giovani generazioni – progue Gasparri- Per anni questa parte della storia italiana è scomparsa dalle pagine dei libri. Abbiamo il dovere di tenere alto il ricordo del sacrificio degli italiani del confine istriano, giuliano e dalmata che non sarà l’ennesimo incontro giustificazionista a cancellare». Ci auguriamo che la sindaca Appendino voglia prendere le  distanze da iniziative negazioniste di una delle pagine più buie della nostra storia.

Commenti

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  • Vier 9 febbraio 2018

    Non è un mistero che stiamo “sul coso” all’anpi, ma che vivano di rancori e risentimenti se preferiscono. La fotografia è, se non sbaglio, della foiba di Opicina per la quale esiste un misero cartello indicatore, e la strada è (almeno io la ricordo così) quasi inaccessibile alle auto: bella porcata. Ma se non si vogliono ampliare certi argomenti si fa anche così. Da notare il numero progressivo della foiba.

  • Francesco Fello 1 febbraio 2018

    Hanno negato per decenni l’eccidio delle Foibe, ora cercano di farlo nuovamente. La verità storica non può essere messa in discussione da nessuno, chi lo fa è privo di onestà intellettuale…..come quelli dell’ampi e dei loro accoliti. Provo commiserazione per costoro e anche vergogna.

  • maurizio 31 gennaio 2018

    Invitiamo tutti i governatori delle regioni guidate da Centro-Destra e speriamo di quelli nuovi che vinceranno le prossime elezioni regionali (Friuli -Venezia Giulia in primis) di non concedere più finanziamenti e/o contributi all’ANPI e alle altre associazioni di partigiani catto-comunisti che collaborando con i comunisti slavi, hanno agevolato che nostri connazionali venissero barbaramente trucidati nelle FOIBE carsiche. Vediamo se il buonista e partigiano di Mattarella nominerà un senatore a vita scampato dalle Foibe (come ha fatto poco tempo fa con una ebrea) o se interverrà dichiarando che non esiste il comunismo buono e che il bolscevismo russo non solo è antidemocratico ma è anche stato un movimento criminale, che con oltre 20 milioni di morti sulle coscienze supera di gran lunga quelli (altrettanto deprecabili) del nazionalsocialismo tedesco!

  • Sabatangelo 31 gennaio 2018

    Il regime comunista e I suoi sostenitori, anpi compresa, non sono tanto migliori dei nazisti. Dopo tutto hanno fatto tamte cose simili.

  • pippo 31 gennaio 2018

    Perché non mandiamo il presidente dell’anpi a controllare di persona giù nelle foibe la veridicità dell’accaduto?

  • andrea 31 gennaio 2018

    Secondo me negazionismo e revisionismo sono due fenomeni da tenere ben sotto controllo e qualora dovessero rigurgitare impetuosi come in questo esecrabile e ignobile caso perfino da combattere in tutte le forme democratiche possibili.Sono rimasto impressionato da ciò che ha scritto il signor Socrito e vorrei saperne di più .Purtroppo sono del 72′ e a scuola non ricordo di aver studiato la tragica storia delle foibe e ne sono venuto a conoscenza solo parecchi anni dopo,però ho avuto la fortuna [ ovviamente da parte mia] di conoscere una signora istriana che prima della messa domenicale spesso mi racconta la sua triste storia e quanto sia stato doloroso e umiliante abbandonare la propria terra.Sono orgoglioso della sua amicizia e quando l ‘abbraccio in occasione delle feste principali è come se abbracciassi tutte le persone che nel mondo hanno subito o continuano a subire gli orrori della dittatura e della follia umana.

  • Gian Piero 31 gennaio 2018

    Se qualcuno tentasse, lo dico come ipotesi di specie, di rinnegare lo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento nazisti verrebbe denunciato. L’anpi può fare ciò che vuole, anche negare o stravolgere l’evidenza e non solo non viene denunciata, ma trova sostenitori. Ma si sa, l’Italia di oggi soffre di strabismo storico.

  • Socratico 31 gennaio 2018

    Perché non istituire una giornata della memoria per i più di centomila comunisti italiani mandati in Russia desiderosi di unirsi alla causa sovietica e fatti trucidare da Stalin, che ne fece gettare i corpi in fosse comuni di difficile identificazione, condannandone altri a morire di lavori forzati nei lager?