Roma affoga, la Raggi dorme. L’ira del web: “Sei peggio di (sotto)Marino”

«Se i problemi sono i tombini e le caditoie ostruite, suggerirei di ripulirle… Se il problema sono i rami pericolanti, suggerirei di potarli… Che bloccare la città a giorni alterni non mi sembra una grande idea». Così parlava Virginia Raggi all’epoca in cui bacchettava l’ex sindaco Ignazio Marino. Già, chi la fa l’aspetti. Ora tocca a lei. Piove e Roma va in tilt. Un evento prevedibilissimo d’inverno che diventa l’ennesima emergenza. Macchine che sembrano aliscafi, tombini che gorgogliano, feritoie intasate. L’ultima volta che Roma si è allagata era l’11 settembre, la sindaca Raggi si improvvisò  botanica  spiegando che gli alberi –  per via del cambiamento climatico – avevano perso foglie anzitempo.

Virginia Raggi senza uno straccio di idea

Ora anche alla sindaca fanno difetto le idee:  Roma resta in apnea. Tra immondizia e  piogge torrenziali. Con la complicità del meteo, le strade si allagano, guarda caso,  a causa dei soliti motivi: tombini e caditoie ostruite dalle foglie, alberi e rami schiantati sulle carreggiate. Cos’ha fatto la Raggi in questi mesi? Nulla. Le grandi idee scarseggiano. Doveva cambiare il mondo, ma l’annus horribilis della giunta cinquestelle si conclude nel peggiore dei modi. Qualcuno in Campidoglio si svegli e faccia pulire la città non la trovi neanche col lanternino. “L’ennesima, fotografia di una Capitale decadente. Una città immersa nel degrado, tra cumuli di rifiuti sui marciapiedi e allagamenti sulle strade, questo è il triste scenario offerto dalla Giunta Raggi, ancora una volta incapace a gestire l’ordinario. Il sindaco pensa a progetti inutili e costosi come le funivie, si adottano palliativi come semafori intelligenti ma le manutenzioni rimangono al palo”, ha dichiarato Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio di Fdi. Nessuno in grado di gestire l’ordinario, figuriamoci di prevenire lo straordinario. E intanto il web la fa nera: “Sei peggio di (sotto)Marino”.