Molestie, il Time incorona “personaggio dell’anno” le donne che hanno denunciato

Una scelta insolita. Il Time ha scelto per il 2017 di premiare le donne che hanno rotto il silenzio denunciando le molestie sessuali subite. Sono le silence breakers a conquistare la copertina del magazine statunitense (26 milioni di lettori) che per la prima volta ha decretato personanggio dell’anno un intero movimento. Sono cinque le donne messe in copertina, a partire dall’attrice Ashley Judd, la prima a denunciare Harvey Weinstein, il potente produttore cinematografico. E poi Susan Fowler, l’ingegnera di Uber che ad agosto ha puntato i riflettori  sul clima di molestie sessuali nell’azienda che portò al licenziamento del Ceo Travis Kalanick e di altri venti dipendenti. C’è Adama Iwu, la lobbysta di Visa che ha lanciato il sito “We said enough” (parliamo abbastanza) per denunciare le molestie nel mondo del lavoro e della politica. E ancora la reginetta del pop Taylor Swift, che ha vinto la denuncia al dj David Mueller, che le aveva palpato il sedere durante un suo concerto a Denver nel 2013. E infine la raccoglitrice di fragole messicana,  Isabel Pascual (nome di fantasia),che ha raccontato pubblicamente le minacce ricevute per aver denunciato molestie sul posto di lavoro.

Il Time premia le silence breakers

La motivazione del riconoscimento alle cinque “eroine” è quella di aver messo in moto una sorta di «resa dei conti collettiva: nata però come atto di coraggio individuale». Presentando la copertina della rivista appena arrivata in edicola, il direttore  Edward Felsenthal, ha parlato della «galvanizzante azione delle donne che, insieme a quella di centinaia di altre e anche di molti uomini, ha scatenato uno dei più veloci cambiamenti culturali dagli anni Sessanta ad oggi». La loro rabbia collettiva avrebbe portato a risultati «immediati e scioccanti». Per realizzare il numero appena arrivato in edicola Time ha fatto decine di interviste a donne e anche uomini che hanno subito molestie sul lavoro.

Fatto fuori Donald Trump

Le donne hanno dunque battuto gli aspiranti maschi al prestigioso titolo di “persona dell’anno”: fatto fuori il presidente Donald Trump, già vincitore del 2016, che ha messo le mani avanti sostenendo di aver rifiutato la nomina a persona dell’anno per la seconda volta. Un’ipotesi smentita seccamente dal Time. La scelta di incoronare le Silence breakers, va detto, non corrisponde alla scelta dei lettori della rivista che avevano scelto di premiare il principe ereditario saudita Mohamed Bin Salman, poi il il presidente Usa e al terzo posto il presidente cinese Xi Jinping.