Il trappolone del Pd per incastrare il Cav e salvare l’assegno di Veronica

Il Pd riprova ad incastrare Silvio Berlusconi. Intanto ci prova economicamente ad escogitare un “leggina” ad uso e consumo del patrimonio della “povera” Veronica Lario. La norma Salva-Veronica, la battezza Libero e che scatena, scrive il Corriere della Sera, lo scontro FiPd sul divorzio di casa Berlusconi. “Nella legge di riforma dell’assegno divorzile” spiega il forzista Francesco Paolo Sisto, “è contenuto il peggiore refrain antiberlusconiano targato Pd. Si tratta di una una norma che sembra cucita addosso a Silvio Berlusconi e alla sua ex moglie. Riporta in vita il principio della non eccessiva disparità delle condizioni di vita degli ex coniugi: guarda caso proprio quello che può rimettere in gioco la sentenza di Milano contro lo spropositato assegno finora corrisposto da Berlusconi alla sua ex“.

Replica la presidente Pd della commissione Giustizia, Donatella Ferranti, sulla difensiva: “Non è vero: l’abbiamo scritta prima della sentenza che ha tolto gli alimenti alla Lario e non dovrebbe avere alcun effetto in quella storia. Berlusconi non c’entra nulla con il principio, tratto dalla disciplina francese e condiviso anche da sue parlamentari: chi ha sacrificato per dovere coniugale, o per assistere i figli, la propria prospettiva professionale, ha diritto a una compensazione”.

“La norma -leggiamo sul Corriere – che sarà discussa alla Camera la prossima settimana, è composta da un solo articolo e 4 commi e prevede che con la sentenza di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, “il tribunale dispone l’attribuzione di un assegno a favore di un coniuge, destinato a compensare, per quanto possibile, la disparità che crea nelle condizioni di vita dei coniugi”. “Nel determinarlo” precisa l’articolo del Corriere, “”il giudice valuta le condizioni economiche in cui i coniugi vengono a trovarsi a seguito della fine del matrimonio; le ragioni; la durata del matrimonio; il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio di ciascuno e di quello comune; Il reddito di entrambi, l’impegno di cura personale di figli comuni minori o disabili, assunto dall’uno o dall’altro; la ridotta capacità reddituale dovuta a ragioni oggettive; la mancanza di un’adeguata formazione professionale quale conseguenza dell’adempimento di doveri coniugali'”. C’entra col Cavaliere e la Lario?, si chiede non tanto maliziosamente ikl parlamentare? “La firmano gli antiberlusconiani doc” ironizza Sisto, “è un’operazione consueta. vintage”.