Catalogna alle urne tra scissionisti e unionisti. Puigdemont dietro nei sondaggi

La Catalogna alle urne, un voto a cui si è arrivati dopo mesi di proteste di piazze e azioni di forza degli indipendentisti, dopo le aspre polemiche e la risposta giudiziaria delle autorità centrali spagnole (che nelle scorse settimane hanno fatto arrestare il vicepresidente del Govern catalano e 7 suoi ministri) , con il leader Puigdemont in fuga a Bruxelles con 4 ex consiglieri-ministri e alla sbarra per un mandato di arresto europeo spiccato da Madrid. Un pregresso a dir poco infuocato, insomma, quello che ha segnato questo ritorno alle elezioni catalane dopo i giorni di fuoco del referendum.

Catalogna alle urne tra scissionisti e unionisti

E se fino alle 13 ha votato il 34,51% degli aventi diritto, poco meno della percentuale registrata nella precedente tornata elettorale del 2015 quando il tasso di partecipazione era stato del 35,1%, sono circa 5,5 milioni i catalani chiamati oggi a scegliere il nuovo esecutivo di Barcellona, con gli osservatori che si aspettano un’affluenza elettorale insolitamente elevata, superiore all’80%. I sondaggi prevedono un parlamento diviso, con il blocco secessionista e quello unionista quasi alla pari, fra il 44 e il 45%. Se anche il risultato delle urne confermasse i sondaggi, allora, sarebbe difficile formare un nuovo governo e riuscire a voltare pagina dopo la crisi di quest’autunno, scatenata dal referendum indipendentista del primo ottobre. Undici le liste in gara: le principali quattro sono l’Erc (Esquerra repubblicana) di Oriol Junqueras e Junts per Catalunya di Carles Puigdemont fra i secessionisti, mentre in campo unionista spiccano Ciudadanos di Ines Arrimada e il partito socialista catalano di Miquel Iceta.

Il tweet di Puigdemont, dietro i competitor nei sondaggi

La Catalogna dimostrerà oggi con il voto la «sua forza»: si è detto convinto di ciò il destituito presidente del governo catalano, Carles Puigdemont. «Oggi daremo prova della forza di un popolo irriducibile. Che lo spirito del primo ottobre ci guidi sempre», ha scritto su Twitter l’ex “president” e candidato al voto, da Bruxelles alludendo alla data del referendum secessionista convocato dal suo governo. L’ex president risulta nei sondaggi dietro il suo ex numero due e leader dell’Erc, Esquerra Republicana de Catalunya (ERC), Oriol Junqueras, in carcere a Madrid, e dietro alla leader del partito anti-indipendentista Ciudadanos, Inés Arrimadas.