Una rosa nera e un dito che invoca silenzio: quei post “a lutto” della figlia di Riina che…

Una rosa nera a lutto, come la circostanza – nel caso di una defunto non così particolare – richiederebbe di prassi. Ma è quell’associazione con lo scatto di un dito sulla bocca che invita a fare silenzio con un cacofonico “shhh” che disturba. E non poco consideranto che il morto che viene pianto sul social è il padrino corleonese Totò Riina..

Quei post su Facebook della figlia di Totò Riina…

Disturba per quel richiamo ad un omertoso silenzio. Disturba per quell’invito a tacere di fronte alla morte di un boss che di sangue innocente ne ha versato tanto, riempiendo di urla di terrore e di grida di dolore anni e anni di stragi, di omicidi, di esecuzioni, di regie criminali. Disturba quell’invito a tacere rotto dai tanti messaggi di condoglianze alla famiglia di Totò la belva, u’ curto, il boss, il capo dei capi, o comunque lo si voglia chiamare. Un protagonista della mafia che dietro di sé ha lasciato una indelebile impronta di morte e una scia di interrogativi appesi a una verità in buona parte ancora da decifrare. E sicuramente custodita in un oltraggioso silenzio.

Una rosa nera e una richiesta di silenzio che fa rumore

E allora, disturba quell’ostentazione social affidata a un fotomontaggio che, con una rosa nera e il volto di una donna in bianco e nero con il dito sulla bocca con su scritto “shhh”, invoca silenzio e rispetto. E ancor di più disturbano quei messaggi di condoglianze, alcuni like e qualche “cuoricino”, dedicati alla scomparsa del padrino corleonese. Una foto che sembra essere un messaggio, ma anche un testamento: quello lasciato dal padre di Maria Concetta, che mai negli anni del carcere duro ha avuto un cedimento. Che mai si sarebbe piegato alle richieste dei giudici come alle suppliche dei parenti delle vittime, di capire almeno perché. Che mai ha dimostrato pietà, mai. Mai: e anche ora che quell’ingombrante presenza è passata dal coma alla morte, ancora una volta, la risposta ai tanti interrogativi resta sospesa nel nulla. Nascosta dietro quella richiesta affidata dai familiari del boss al legale di Totò Riina, Luca Cianferoni, pronto a ribadire anche in queste ore “il più stretto riserbo”; celata dietro quella rosa nera e quel dito, che tornano ad invocare un assordante silenzio.