Il prete che non perdona: tre immigrati lo derubano, lui si “vendica”

Il prete che non perdona. Un sacerdote è stato derubato da tre ragazzi marocchini ai quali aveva offerto un aiuto in cambio del loro impegno a svolgere qualche lavoretto utile alla piccola comunità di Palmanova, in provincia di Udine. Due di loro, come si legge in un articolo di Libero, sono stati arrestati dai carabinieri. I nordafricani, finiti alla sbarra, hanno chiesto di patteggiare un anno e quattro mesi di pena con l’obbligo di svolgere attività di volontariato nella stessa parrocchia che avevano razziato. Il pm aveva acconsentito ma don Angelo Del Zotto, in tribunale, si è opposto, chiedendo che gli immigrati restituissero l’intera cifra sottratta, ossia 10mila euro tra contanti e oggetti preziosi. I due giovani, quindi, torneranno in tribunale lunedì per conoscere la loro condanna.

Don Angelo aveva spalancato le porte della parrocchia

Il prete conosceva solo uno dei tre ragazzi, al quale aveva fatto spesso la carità, ma aveva voluto fidarsi anche degli altri due. Gli sembravano perbene. Avevano bussato alla sua porta per parecchie settimane di fila per chiedergli una mano. E l’hanno ringraziato svaligiandogli l’appartamento mentre celebrava la messa. Hanno rubato seimila euro, immagini sacre, monili d’ oro, perfino i ricordi di famiglia dell’anziano prete.
Hanno infilato tutto in un sacco e sono fuggiti. Le indagini dei carabinieri si sono subito concentrate su di loro e li hanno smascherati. Khalifa Bagrar, 19 anni, residente a San Daniele del Friuli, ed El Mehdi Zinaoui, 22 anni, residente a Trivignano Udinese, assieme al loro complice erano stati accolti come dei figli.