Il potere di Bankitalia: l’ex dg Saccomanni presidente di Unicredit

Fabrizio Saccomanni sarà il nuovo presidente di Unicredit per il mandato 2018-2021. Il cda della banca lo ha infatti cooptato all’unanimità come amministratore non esecutivo dell’istituto definendolo il «candidato ideale» per la presidenza: prenderà il posto di Fabrizio Palenzona, che ha rassegnato oggi le proprie dimissioni dal consiglio.

Saccomanni prenderà il posto di Palenzona

Saccomanni svolgerà «un ruolo attivo» nella definizione della lista dei candidati per il rinnovo dell’organo amministrativo che l’attuale cda predisporrà in vista dell’assemblea degli azionisti del 2018. La cooptazione dell’ex-direttore generale della Banca d’Italia segue in termini temporali il completamento dell’ultima operazione di aumento di capitale. Un’operazione che ha archiviato positivamente una lunga fase di fibrillazione di Unicredit. Lo stesso Palenzona, nel dichiarare conclusa la propria esperienza al vertice dell’istituto, si è detto «particolarmente lieto» della contestualità tra la sua uscita e la cooptazione di Saccomanni definito «persona di grande livello istituzionale, professionale ed umano».

Ha guidato il dicastero dell’Economia nel governo Letta

E in effetti di esperienza Saccomanni ne ha accumulata tanta nel corso della sua lunga carriera: entrato in Banca d’Italia nel 1967, ha rappresentato l’istituto di Via Nazionale presso il Fmi, la Bce, la Banca dei Regolamenti Internazionali e l’Ue. Inoltre, dal 2003 al 2006 stato vicepresidente della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il 2 ottobre 2006 è stato nominato direttore generale della Banca d’Italia, carica alla quale è stato riconfermato nel luglio del 2012. Il 30 maggio 2014 il Consiglio superiore dell’Istituto di emissione gli ha conferito il titolo di direttore generale onorario, titolo conferito in passato anche a Niccolò Introna, Antonino Occhiuto e Vincenzo Desario. Il 28 aprile 2013 giura al Quirinale come ministro dell’Economia del governo Letta, carica che manterrà fino al 24 febbraio 2014, giorno in cui gli subentra Pier Carlo Padoan.