Conti correnti di nuovo in pericolo, vogliono bloccarli per salvare le banche

Sulle banche italiane incombe l’incubo di Cipro. Stanno arrivando le prime conferme sulle proposte di riforma della Brrd (ovvero la procedura che disciplina le crisi bancarie in revisione) che attribuiscono alle autorità competenti e, in ultimo, alla Bce la facoltà, nei casi di istituti finanziari sull’orlo del baratro, di congelare i conti correnti, sospendendo i pagamenti per cinque giorni. La proposta,  come riporta il Giornale, voluta dalla Germania ma firmata da Mario Draghi, governatore della Bce, punta a circoscrivere gli esiti di una crisi bancaria, limitando la temuta corsa agli sportelli e il rischio di contagio. Il passo successivo? L’ossessione che tormenta ogni correntista, quello che al congelamento dei depositi segua prima o poi un prelievo forzoso. La proposta di riforma della Bce non ne parla. Ma a Cipro è già successo.

Crisi bancarie, il salvataggio “bail in”

Attualmente, spiega il Giornale,  la normativa per la gestione delle crisi bancarie prevede con il cosiddetto «bail in», il salvataggio con i mezzi propri dell’istituto in crisi: i primi a pagare sono gli azionisti, poi gli obbligazionisti e in ultimo sono chiamati a concorrere i correntisti con depositi oltre i 100mila euro (soglia garantita Fondo di Garanzia Interbancario). In questo percorso, la riforma introdurrebbe la facoltà delle autorità di sospendere i pagamenti di qualunque conto corrente a prescindere dall’importo depositato. «In realtà il testo unico bancario che regola per l’Italia i casi i casi di default prevede già, all’articolo 74, la possibilità, attribuita a Bankitalia di sospendere fino a due mesi i pagamenti dei conti corrente nei casi amministrazione straordinaria della banca», sostiene Andrea Missaglia, avvocato e consulente per Altroconsumo. La normativa, come ricorda l’esperto al Giornale, ha trovato applicazione, ad esempio, per il crack di Banca Network nel 2012, ma è stata finora sempre vista come un’ipotesi remota e limitata a crack di istituti di credito di dimensioni relativamente modeste.

La tutela del Fondo Interbancario

L’eventuale congelamento del conto corrente non fa venir meno la tutela del Fondo Interbancario che opera fino a 100mila euro (su conti correnti, depositi, assegni circolari certificati di deposito nominativi) che, in teoria, devono essere rimborsati a 20 giorni lavorativi dalla data in cui viene emesso il provvedimento di liquidazione coatta da parte della Banca d’Italia.