5 amici argentini, 1 tedesco e 2 americani: ecco chi sono le vittime di New York

Una mattanza compiuta a caso che ha infierito con precisione letale, però, sulle vite delle 8 vittime e delle loro famiglie. E casualmente, tra le otto vittime dell’attacco di martedì 31 ottobre a Manhattan ci sono sei stranieri e due americani. La conferma è arrivata nelle scorse dal capo dei vigili del fuoco di New York, Daniel Nigro, che ha anche precisato che tra i sei stranieri ci sono i cinque amici argentini divenuti tristemente noti in questa ennesima vicenda di terrore e sangue.

8 morti, 12 feriti, di cui 9 gravi: il bilancio della strage

Oltre a loro, un tedesco (in un primo tempo si era parlato di un belga) e un solo newyorkese tra i due americani falciati dalla folle corsa a uccidere del furgone guidato dall’uzbeko Saipov. E allora, col passare delle ore, si apprendono nuovi, sconcertanti particolari sulla strage e sulla fine delle sue vittime: sei persone sono morte sul colpo, e due in ospedale. Tra i 12 feriti, quattro sono in condizioni critiche ma stabili, cinque sono gravi, mentre tre sono stati dimessi. Nigro ha poi precisato che uno dei feriti ha subito due amputazioni, mentre gli altri hanno riportato “traumi alla testa, al collo, alla schiena, al petto, alle braccia ed alle gambe”.

L’ultimo viaggio degli amici argentini a New York

I cinque amici argentini, invece, i 5 compagni di scuola legati da oltre 30 anni di amicizia e frequentazione, cnhe avevano preparato da tempo questo viaggio “celebrativo” del loro legame a New York, sono morti praticamente subito dopo l’impatto col furgone nell’attacco di New York. Aspettavano questo viaggio nella Grande Mela da oltre un anno, quando, in occasione dell’ultima riunione degli ex alunni dell’Istituto politecnico di Rosario, avevano deciso che avrebbero festeggiato lì i 30 anni dal loro diploma. “Motore” dell’organizzazione della vacanza newyorkese – a cui hanno partecipato in dieci – era stato Ariel Erlij, 48 anni, imprenditore molto noto nella città argentina, proprietario della società Ivanar, che produce e commercializza prodotti siderurgici. Secondo quanto scrive La Nacion, allore, l’uomo aveva anche aiutato gli amici a coprire parte delle spese di viaggio. La partenza era stata fissata per sabato scorso dall’aeroporto Islas Malvinas di Rosario, destinazione finale New York, dopo uno scalo a San Paolo. Erlij, però, non aveva potuto imbarcarsi insieme agli amici a causa di impegni di lavoro e aveva rinviato la partenza al giorno successivo. Il tour del gruppo dei diplomati dell’87 aveva fatto anche tappa a a Boston, dove si era unito al viaggio “celebrativo” Martin Marro, rimasto ferito nell’attentato. Quindi erano tornati tutti a New York, dove avevano deciso di fare un giro in bicicletta a Lower Manhattan. L’ultimo.