Dall’istat un assist. E il governo ne approfitta: in pensione senza sconti

Pessime notizie, niente più “sconti” sull’età per andare in pensione. L’Istat pubblica le nuove stime sull’aspettativa di vita e dal 2019 l’età pensionabile potrebbe salire a 67 anni. Un assist, un gol, a sfavore degli italiani. Cinque mesi in più rispetto ad oggi che smettiamo di lavorare a 66 anni e 7 mesi. L’Istat ha, infatti, pubblicato le nuove stime sull’aspettativa di vita che, per legge, regolano la possibilità di  andare in pensione. Entro la fine dell’anno, quindi, il governo dovrà emanare un decreto ministeriale per fissare la nuova soglia che dal 2019 potrebbe salire di cinque mesi. Grazie a questo assit di precisione dell’istituto di statistica.

Si alza l’aspettativa di vita

Tutto questo al netto della battaglia politica dei partiti che, come il centrodestra, ha come obiettivo la volontà di rivedere del tutto i meccanismi della legge Fornero. Una legge del 2011 prevede infatti che “bisogna adeguare l’età della pensione all’andamento demografico” e che “vanno usate come riferimento proprio le variazioni delle speranze di vita nell’ultimo triennio, così come registrate dall’Istat”. Oggi però, l’istituto di statistica ha sancito che, rispetto alla fine del 2013, la speranza di vita a 65 anni è salita di cinque mesi.Pertanto, potrebbe salire di cinque mesi anche l’età delle nostro pensionamento. La questione resta molto dibattuta. “Bisogna favorire la previdenza complementare e cambiare il meccanismo dell’aspettativa di vita – commentano i sindacati. Si vorrebbe arrivare a un sistema che individui quelle categorie di lavori usuranti per i quali l’aspettativa di vita è molto più bassa rispetto a quella di altre professioni.

Il report dell’Istat

Spiega l’Istat nel report sugli “Indicatori di mortalità della popolazione residente (anno 2016”)  che “la speranza di vita alla nascita ha completamente recuperato terreno dai livelli del 2015, marcando persino la distanza da quelli registrati nel 2014, ossia nell’anno precedente l’eccesso di mortalità. Nel 2016 sono stati registrati oltre 615mila decessi tra i cittadini residenti, 32mila in meno rispetto al 2015 (-5%). In rapporto al numero di residenti, nel 2016 sono deceduti 10,1 individui ogni mille abitanti, contro i 10,7 del 2015”, leggiamo sul Sole24 ore. “Per il totale dei residenti in Italia la speranza di vita alla nascita si attesta a 82,8 anni (+0,4 sul 2015, +0,2 sul 2014) e nei confronti del 2013 risulta essersi allungata di oltre sette mesi. Più nel dettaglio, la speranza di vita alla nascita risulta come di consueto più elevata per le donne – 85 anni – ma il vantaggio nei confronti degli uomini – 80,6 anni – si limita a 4,5 anni di vita in più.