Cannabis, ok della Camera. Meloni: è una legalizzazione mascherata

Via libera della Camera alla proposta di legge che disciplina l’uso della cannabis a scopo terapeutico. 317 i voti favorevoli (centrosinistra, sinistra e M5S), 40 i contrari (centrodestra, per i rischi di ambiguità del provvedimento), 13 gli astenuti (Alternativa popolare, l’uso terapeutico è già regolamentato). Il testo, che non contempla modalità di liberalizzazione della sostanza, fissa criteri uniformi sul territorio nazionale garantendo ai pazienti equità d’accesso, promuove la ricerca scientifica sui possibili impieghi medici e sostiene lo sviluppo di tecniche di produzione e trasformazione per semplificare l’assunzione.”Fratelli d’Italia ha votato contro la proposta di legge sulla coltivazione e la somministrazione della cannabis ad uso terapeutico perché i contorni della norma sono così poco chiari che si rischia, in sostanza, una legalizzazione mascherata di questa sostanza per uso ricreativo”. Lo afferma Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. “Avevamo provato a correggere questa assurdità in commissione – spiega – ma il nostro emendamento per definire più chiaramente i contorni e i confini dell’utilizzo della cannabis a uso terapeutico è stato bocciato. Siamo davanti al solito comportamento ipocrita del Pd e della sinistra, che non hanno mai il coraggio di scrivere nero su bianco quello che vogliono fare, ma cercano sempre una scappatoia più o meno nascosta per i loro obiettivi reali. Fdi ripresenterà al Senato lo stesso emendamento nella speranza che la maggioranza rinsavisca e questa legge si possa correggere”.

Le principali novità della proposta di legge

Ecco, in sintesi, le principali novità. Cannabis a uso terapeutico. Il medico potrà prescrivere medicinali di origine vegetale a base di cannabis per la terapia del dolore e altri impieghi. La ricetta (oltre a dose, posologia e modalità di assunzione) dovrà recare la durata del singolo trattamento, che non può superare i tre mesi. Medicinali a carico del Ssn. I farmaci a base di cannabis prescritti dal medico per la terapia del dolore e impieghi autorizzati dal ministero della Salute saranno a carico del Servizio sanitario nazionale. Se prescritti per altri impieghi restano al di fuori del regime di rimborsabilità. Vale in ogni caso l’aliquota Iva ridotta al 5 per cento. Produzione di cannabis. Coltivazione della cannabis, preparazione e distribuzione alle farmacie sono affidate allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Se necessario può essere autorizzata l’importazione e la coltivazione presso altri enti. Sono stanziate risorse per un milione e 700mila euro. Monitoraggio prescrizioni. A regioni e province autonome spetta il compito di monitorare le prescrizioni, fornendo annualmente all’Istituto superiore di sanità i dati aggregati per patologia, età e sesso dei pazienti sotto terapia di cannabis, nonché quello di comunicare all’Organismo statale per la cannabis il fabbisogno necessario per l’anno successivo. Informazione e promozione ricerca. Norme specifiche prevedono campagne di informazione, aggiornamento periodico dei medici e del personale sanitario impegnato nella terapia del dolore e promozione della ricerca sull’uso appropriato dei medicinali a base di cannabis.