Vogliono pregare Allah in piazza San Pietro: l’ultima provocazione dei musulmani a Roma

Pregare Allah in piazza San Pietro e rivolti alla Mecca: ahivoglia a parlare di Islam moderato e di marce per la pace, di solidarietà musulmana tributata alle vittime del terrorismo islamista in Europa e di integrazione socio-culturale da agevolare nel Belpaese che ha aperto le porte a migranti e profughi: molti fedeli del Corano in Italia, o almeno, buona parte di nutriti gruppi islamici, sono pronti a trasformare la marcia per la pace che, dal Colosseo al Vaticano, appunto, dovrebbe svolgersi tra trepidazione e ansia, timori e speranze, proprio domenica, quando nella capitale si correrà la mezza maratona per la pace

Pregare Allah in piazza San Pietro

Solo che, buona parte dei musulmani presenti in Italia, o meglio, nutriti gruppi islamici attivi sul web, stanno insistendo affinché l’iniziativa socio-sportiva preveda al traguardo la sublimazione dell’evento con una preghiera rivolta ad Allah. O meglio: stanno lanciando appelli in Rete e raccogliendo adesioni virtuali per arrivare a trasformare la marcia per la pace in una pesante provocazione. Un guanto di sfida, più che una mano tesa per l’integrazione culturale, l’inclusione sociale e la solidarietà religiosa, che qualcuno, forse più di qualcuno, sta tentando strumentalizzare sfruttando l’evento podistico per trasformarlo in una sorta di «conquista del Vaticano», di espianto del cuore cattolico proprio mentre si è in cammino lungo le arterie pulsanti della cristianità romana in funzione di un trapianto di un organo religioso artificiale. E allora, come riporta in queste ore il Tempo in un ampio servizio, «secondo le indiscrezioni e i malumori filtrati da una parte della comunità islamica romana, qualche fratello proverà a pregare in piazza San Pietro con la scusa della corsa. Rappresenta un’occasione – prosegue il quotidiano capitolino – da non perdere per quelli che bramano dal desiderio di farsi un selfie al Vaticano mentre pregano rivolti alla Mecca».

Pregare in Vaticano rivolti alla Mecca: spiritualità o provocazione?

E così, tra chi, riportando le malevoli interpretazioni e suggestioni legate all’evento imminente adombra il sospetto di malumori e gelosie tra moschee e imam,  e chi, invece, prende sul serio provocazioni e minacce, resta il fatto che gli appelli affidati ai social e rivolti a un certo di partecipazione all’evento di domenica risultano quanto meno ambigui e volutamente metaforici. Uno su tutti, asciutto quanto diretto, su Facebook, recita: «Dobbiamo rivendicare il nostro diritto a pregare». Una dichiarazione d’intenti che tradisce uno spirito tutt’altro che pacifico e motivazioni meno spirituali di quanto ci si aspetterebbe.