“Fatto fuori perché di destra”: parla il carabiniere congedato perché contro le unioni gay

Alla fine è finita nel modo peggiore: il maresciallo Riccardo Prisciano è è stato congedato dall’Arma. glielo avevano promesso già nel luglio del 2015, all’epoca degli eventi, quando gli era stato notificato l’avvio di un procedimento disciplinare per “islamofobia, xenofobia, omofobia, violazioni dei doveri attinenti al grado ed al giuramento prestato e per aver inficiato l’apoliticità della Forza Armata”. Intervistato da Il Giornale.it, il maresciallo si è sfogato e ha fatto sentire le sue ragioni: “Sono stato congedato per aver espresso idee di destra, libero dal servizio e nella normale dialettica democratica, riguardanti l’incostituzionalità dell’islam, la mia contrarietà ai matrimonio omosessuali, all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso, alla pratica dell’utero in affitto, all’attuale legge sull’aborto e per aver espresso perplessità sull’operato politico di Boldrini, Alfano, Renzi e Napolitano”. 

Il carabiniere:  “Fatto fuori per le mie idee”

“In due anni -aggiunge il carabiniere Prisciano- sono stato umiliato in ogni modo: sanzioni disciplinari, denunce (poi ovviamente archiviate), visite psicologiche, trasferimenti ad 800km dalla mia famiglia, note caratteristiche umilianti e financo il congedo per “non meritevolezza”. Secondo quanto riferito dal maresciallo, prima del congedo ci sarebbero stati tre procedimenti disciplinari: 7 giorni di consegna con rigore e il trasferimento d’autorità in Sardegna, un provvedimento derivante dalla pubblicazione del suo libro “Nazislamismo”, infine una denuncia da parte dei suoi superiori presso la Procura Militare di Roma per “insubordinazione con ingiuria” e “diffamazione militare aggravata”. Queste ultime accuse sarebbero state archiviate. Esprimersi in modo politicamente scorretto è pericoloso e infatti il maresciallo sostiene di aver subito questi provvedimenti a causa delle sue prese di posizione quando, in qualità di scrittore, partecipò ad un convegno sulla “incostituzionalità dell’islam”. “Ora Il 12 ottobre 2017 il Tar del Lazio dovrebbe esprimersi definitivamente sul congedo. Il Consiglio di Stato – leggiamo-  secondo un documento inviato da Prisciano, aveva ribaltato le sospensive precedentemente concesse dal Tar. Il maresciallo dichiara di essere in congedo da dieci mesi, di non percepire stipendio e di avere una figlia di 6 anni e un altro figlio in arrivo“.