Ius soli, non abbiamo fatto il Risorgimento per riavere il Papa Re

Forse la gran parte dei cittadini italiani non se ne è accorta, affaccendata a sbarcare il lunario e a far quadrare i conti, ma in questi giorni è avvenuta una cosa di estrema gravità che potrebbe minare alle basi la legittimazione delle nostre istituzioni. In pratica, se i rumors sono veri, Paolo Gentiloni, presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, si è recato in segreto in uno Stato estero (il Vaticano) per chiedere l’appoggio di un Capo di Stato estero (il Papa) al fine di far approvare una legge (lo Ius Soli) invisa alla stragrande maggioranza degli Italiani e che in atto non ha una maggioranza a favore al Senato. In pratica un vero e proprio colpo di stato architettato dal Pd e dalle massime gerarchie ecclesiastiche per” bypassare” la volontà del popolo italiano che i stragrande maggioranza è contrario a questa scellerata legge. E si parla anche di una moral suasion a favore della legge che la Cei starebbe effettuando nei confronti di alcuni senatori Alfaniani. Un simile evento causerebbe scandali e proteste anche in Paesi di provata tradizione cattolica come la Francia e la Spagna ma da noi tutto tace. La sinistra sempre schierata a favore del laicismo e della stretta divisione tra stato e religione stavolta tace. Certo se la moral suasion fosse stata fatta per esempio contro le coppie di fatto ora dalla sinistra salirebbero urla altissime contro l’interferenza Papista. Ma tanto è, il Pd è laico a corrente alternata. Quando le interferenza pesantissime del Vaticano vanno a suo favore tutto va bene e nessuno si sogna di protestare. Ma la riflessione veramente triste da fare è che questo Papa, che non ha mai nascosto la sua simpatia per gli islamici, mostra di avere una concezione nettamente islamica della società. Una società in cui non vi è più una netta distinzione tra Stato e Chiesa e dove la Chiesa stessa si ingerisce quotidianamente e sfacciatamente nelle questioni interne della nazione prefigurando una Italia a sovranità limitata dove ogni scelta importante in campo economico, sociale e politico delle essere preventivamente esaminata e approvata dalle alte gerarchie del Vaticano. Una sorta di tacita riforma costituzionale che prevede due Presidenti del Consiglio ( il Capo del Governo e il Papa) e tre Camere ( la Camera dei Deputati, il Senato e la Conferenza Episcopale Italiana). Quest’ultima con diritto di veto sulle leggi non gradite al Vaticano. Uno Stato semi teocratico in cui le gerarchie Vaticane, non elette e per gran parte nemmeno italiane, esercitano un potere decisivo sulle scelte della nazione e in cui un Papa, non eletto e non italiano, interferisce quotidianamente e pesantemente nella vita politico-istituzionale senza dover mai rispondere agli elettori di quello che dice e che fa. Una situazione simile, come già detto, a quella che Cecoslovacchia o dell’Ungheria ai tempi del Patto di Varsavia. Paesi formalmente indipendenti che indipendenti non erano. Ora non so voi, ma io non sono disposto a vivere in un simile Paese dove la volontà di un Galantino vale più di quella di milioni di cittadini e di elettori italiani. Gli eroi del Risorgimento non sono morti per far tornare ancora una volta il Papa Re. E se passate a piazza del Popolo non dimenticate di leggere la targa dei patrioti colà ghigliottinati da Mastro Titta. Un Paese che dimentica il passato è un Paese che non ha futuro. Mai vero come oggi.