Il vero “Dunkirk”? Fu “La signora Miniver” del 1942: 6 Oscar (video)

Sta riscuotendo molto successo nelle sale il recente film (uscito in Italia il 31 agosto) Dunkirk, di Christopher Nolan. È una produzione americana, inglese, francese e olandese, ma è chiaro che la parte del leone la fanno come sempre gli statunitensi, come si capisce già dal titolo, che non è Dunkerque, come dovrebbe essere secondo logica, giacchè è una località francese, ma Dunkirk, la traduzione inglese del toponimo. Ma a parte questa scelta discutibile, il film racconta la storia dell’evacuazione (organizzata dalla Royal Navy) della famosa sacca di Dunkerque, che fu poi il momento in cui gli alleati iniziarono a vincere la guerra, il vero spartiacque della Seconda Guerra Mondiale. Il film ovviamente è molto spettacolare, pieno di effetti speciali, realizzato con una tecnica moderna, godibilissimo e che nello stesso tempo racconta una pagina forse finora troppo sottovalutata. Molti giovani scopriranno come e perché i tedeschi persero, come il materiale inesauribile degli americani e la determinazione e il coraggio degli inglesi ebbero ragione, sia pure anni dopo, del più forte esercito del mondo, il cui coraggio non era da meno ma le cui riserve erano tutt’altro che inesauribili. Tuttavia la drammatica e bellissima storia è già stata raccontata da Hollywood, magistralmente, appena due anni dopo il suo avvenire: ossia nel 1942, quando un certo William Wyler volle raccontare la storia di Dunkerque e dell’eroismo di questi popoli in La signora Miniver, attraverso il filtro sociale e del costume, ossia descrivendo non tanto l’operazione, ma le persone e l’ambiente che tale operazione resero possibile con successo. Walter Pidgeon, canadese e Greer Garson, inglese, sono i protagonisti di quello che è un affresco della società inglese di quegli anni: altri grandissimi attori lavorano in questa corale interpretazione in quello che tutto è fuorché un film di guerra. Eppure la storia di Dunkerque è raccontata nella sua interezza, in un modo che va oltre la mera descrizione di tattica e strategia. Da notare che La signora Miniver uscì non solo in inglese, ma anche in tedesco. Il film costò un milione e mezzo di dollari di allora e fu girato interamente negli States. La signora Miniver ebbe sei Oscar e altrettante nomination, oltre a una serie di altri riconoscimenti, tra cui quello di essere scelto per essere conservato nel Registro dei film della Biblioteca del Congresso. Poiché spesso è riproposto dalle tv italiane, non sarà difficile per i lettori comparare le due opere, entrambe del massimo livello. Nel 1950, il film ebbe anche un sequel, come di dice ora, Addio signora Miniver, ma ovviamente non ebbe lo stesso successo del primo.