Fisco, lo “Spesometro” è bloccato. Ma i contribuenti rischiano lo stesso sanzioni

Restano solo tre giorni per inviare al fisco i dati delle fatture emesse e ricevute, ma il sistema telematico dell’Agenzia delle entrate, il cosiddetto “Spesometro”, è fuori uso da giorni. E si rischia che siano i contribuenti a pagare le conseguenze di questo caos.

Lo “Spesometro” sospeso: violava la privacy

I disservizi sono iniziati venerdì, quando ci si è resi conto che bastava inserire il codice fiscale dei contribuenti per accedere a tutti i loro dati. Una evidente violazione della privacy, che ha richiesto un intervento da parte dell’Agenzia delle entrate. Oggi, lunedì, però sul sito campeggiava ancora l’avviso che «il servizio web è temporaneamente sospeso per manutenzione. Restano attivi tutti gli altri canali di trasmissione». Una circostanza che ha generato grande allarme e spinto le associazioni dei commercialisti e dei tributaristi, ma anche quelle delle imprese, a chiedere o di non applicare le sanzioni previste o di prevedere una «congrua» proroga dei termini. Anche perché, ricordano, i problemi erano stati segnalati «il 19 e il 21», ma «la procedura è stata messa off line tardivamente».

Le associazioni contro il governo: non ha fatto le prove

La richiesta di non far pagare ai contribuenti e agli addetti ai lavori il protrarsi del blocco informatico è stata formalizzata anche con una lettera al governo, nelle figure del ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, ai viceministri Enrico Morando e Luigi Casero, e al direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Nella lettera, firmata dal presidente dell’Istituto nazionale tributaristi, Riccardo Alemanno, viene sottolineato come, per l’invio di un numero così importante di dati, sarebbe stato auspicabile un periodo di prova del sistema informatico. «Si comprendono le difficoltà collegate a un adempimento così imponente per numero di dati e utenti, ma – ha spiegato Alemanno – in previsione di ulteriori utilizzi dei sistemi informatici per invio dati e documenti, quale la fattura elettronica tra privati, sarebbe opportuno un periodo di prova che coinvolgesse le rappresentanze degli intermediari fiscali». «Noi come sempre, se interpellati, siamo a disposizione per ogni possibile collaborazione costruttiva che possa contribuire ad evitare tensioni e ritardi a contribuenti, intermediari fiscali e Pubblica amministrazione». «Ora – ha concluso il presidente dei tributaristi – contribuenti e intermediari attendono un doveroso e rapido intervento di Mef e Agenzia delle Entrate».