Ad Atreju “sbarca” il centrodestra unito per un’alleanza di patrioti

Grande coalizione? No, grazie. È questo il filo rosso del cantiere dell’alleanza dei patrioti che ha aperto la ventesima edizione di Atreju nelle officine Farneto a Roma.  Dal palco della kermesse di Fratelli d’Italia si sono alternati tutti i leader delle varie anime del centrodestra. Da Matteo Salvini, giacca blu “in onore di Giorgia, ma che caldo”, a Paolo Romani, forzista dialogante, dal governatore dei miracoli, Giovanni Toti, a Daniela Santanchè, con “noi repubblicani, polo sovrano” a Raffaele Fitto passando per Stefano Parisi.

La Russa: “Uniti per la patria”

È Ignazio La Russa a fare gli onori di casa confermando la volontà del partito di Giorgia Meloni di uscire dall’impasse di un centrodestra divisoper mandare a casa il governo Renzi-Gentiloni e il suo carico di fallimenti, ipocrisie e pericolose derive ideologiche. Come l’ossessione dello ius soli e l’intemerata legge Fiano, croce e delizia dei partecipanti. Voce roca e qualche sasso nello stagno: la leadership, “che non si decide al chiuso di una stanza” (e giù applausi), la legge elettorale, l’Europa dei popoli, la patria declinata senza retoriche ottocentesche. “Ho parlato fin troppo’, dice La Russa mentre il vignettista Alessandro di Mauro, direttore de il Candido,  illustra la striscia che ironizza sull’assenza di Berlusconi. “Non è andato, ma sì, lui ha mandato altri per coerenza, ha detto facciano pure i sovrani stia va bene, e io farò il sovrano…”

Salvini: “Qui c’è la politica vera”

“Mi fa ridere chi gioca con i clic… Qui c’è la politica vera. Palpabile”. Così  Matteo Salvini al popolo di Fratelli d’Italia (oltre 1500 i presenti) preferendo, come dice lui stesso, parlare di “ciò che ci unisce”.” Se non sbagliamo noi, si vince”. E giù bordate a Renzi, il bugiardissimo. “Li proponesse ai suoi figli i contratti di lavoro a tre euro l’ora…”. Sulla leadership preferisce “cucirsi la bocca”, non è la priorità, dice il leader della Lega, quello che serve per voltare pagina sono programmi coerenti e sinceri. “Sto seguendo i consigli di mia mamma che mi ha detto vai in televisione e sorridi, non ti incazzare sennò sembri cattivo…”. Anche sulle primarie nessuna indicazione polemica, “Alla peggio, Ignazio, le facciamo la domenica delle elezioni, se ci faranno votare…”. Poi un ultimo passaggio su lady Montecitorio, “attenti ragazzi, quando la Boldrini parla di fake news parla da sovietica, qui  l’unica fake news è lei”.

Quagliariello: “Niente inciuci con Renzi”

Se il leader leghista è pronto “a governare con Giorgi”, Gaetano Quagliariello assicura che di inciuci con Renzi non se ne parla “Ha sbagliato tutto: qualcuno pensa davvero di poter fare un accordo, un patto di larghe intese con Renzi? Non ho nulla contro le grandi coalizioni in caso di emergenza nazionale, ma ci deve essere l’emergenza e sopratutto non ci deve essere Renzi, che è uno che ha tradito tutti i patti”. Anche per il portavoce di Idea la leadership non è una priorità e neppure la scelta della futura squadra di governo, quello che conta è individuare un manifesto programmatico comune.

Santanchè: “Alla larga da Alfano”

Identico lo spirito di Daniela Santanchè che punta i riflettori sulla necessità e l’urgenza di ritrovare  le ragioni dello stare insieme per ridare all’Italia un governo di centrodestra: “Se così non fosse dovremmo nasconderci e smetterla con la politica”. Unico paletto: tenere alla larga chi, come Alfano, è stato da “questa parte” solo per andare al governo.

Fitto: “Servono nuove regole” 

“Abiamo l’obbligo di tracciare nuove rotte, di non ripetere gli errori del passato”, Raffaele Fitto si sottrae alla retorica del volemose bene e invita gli alleati a un bagno di umiltà collettivo. Con un occhio particolare alle regole. “Non mi dilungo sui contenuti, dobbiamo valorizzare i temi che ci uniscono sui valori di fondo, siamo contro lo ius soli, certo – dice Fitto –  ma dobbiamo interrogarci anche sui temi della crescita, dello sviluppo sostenibile, del lavoro”. Per il leader di Direzione Italia bisogna avere “la forza” la serie di mettersi insieme intorno a un tavolo per  trovare nuove sintesi: basta con gli errori dell’esperienza del governo passato, non è sufficiente proclamarsi alternativi ai grillini e alla sinistra. Serve un’alleanza  propositiva sui contenuti. “Su questo noi ci siamo e ci saremo”, conclude Fitto anticipando  gli interventi di Romani e Toti. Per il primo, il nodo del centrodestra non si è mai spezzato, per il governatore ligure è solo questione di giorni. In campo, nel suo “piccolo”, anche Cinzia Bonfrisco in rappresentanza della tradizione liberale. Il sasso è lanciato. Parola d’ordine: abbandonare le rendite di posizione, fare tesoro degli errori commessi a Palazzo Chigi, ripartire dal tavolo dei contenuti con una sola stella polare,  la patria. Quella che il renzismo ha consegnato alle lobby della finanza e ai buonisti dell’accoglienza senza se e senza ma.