Sisma, nuova scossa a Macerata. Il sindaco di Caldarola: «Ma di noi nessuno parla»

La terra trema, ma per i media non per tutti allo stesso modo: questa la denuncia mossa tra amarezza e polemica dal sindaco del comune di Caldarola Luca Giuseppetti – in prima linea sul fronte sismico dallo scorso 24 agosto – e che dopo la forte scossa di terremoto di magnitudo 3.3 registrata dall’Ingv in provincia di Macerata alle 5.44 di questa mattina, (che ha coinvolto i comuni più vicini all’epicentro della scossa: Caldarola, Cessapalombo e Camporotondo di Fiastrone) è tornato a denunciare il vuoto mediatico e l’assenza istituzionale che avvolge e attanaglia nella morsa dell’indifferenza i paesi marchigiani coinvolti a vario titolo nel dramma del sisma. E a ridosso delle celebrazioni e delle promesse istituzionali di ieri in occasione della tragica ricorrenza del primo anno dal terremoto che ha devastato e messo in ginocchio il centro Italia, la cosa suscita più clamore e sdegno che mai…

Nuova scossa a Macerata, il sindaco di Caldarola: ma di noi nessuno parla

Peraltro, la prima scossa di terremoto di magnitudo 3.3 avvertita stamani a Caldarola, uno dei comuni maceratesi del cratere sismico, è stata seguita da un altro terremoto di magnitudo 2.5 alle 7.22. Per fortuna non sono stati registrati nuovi danni al momento, ma, come dichiarato dal primo cittadino del comune marchigiano Luca Giuseppetti ancora una volta in queste ore, «qui, a Caldarola e in provincia il terremoto continua, tutti i giorni; la scossa si è sentita eppure di noi non parla nessuno. Amatrice, Norcia… per i media noi non esistiamo»… Eppure il sindaco-farmacista – come lo chiamano nei luoghi da lui amministrati, eletto con una lista civica (Lista Civica – per il Bene in Comune) non è nuovo a recriminazioni e sollecitazioni. Tra i vari appelli e j’accuse lanciati nei mesi scorsi dal primo cittadino, quello che più è arrivato all’opinione pubblica – e un po’ meno agli inquilini di Palazzo Chigi – è l’appello rivolto ad aprile scorso da Giuseppetti ai suoi colleghi sindaci a restituire le fasce.

Quell’appello del sindaco di Caldarola ai colleghi: restituiamo le fasce

Come riportava, tra gli altri, il Resto del Carlino in un servizio postato in rete in quei giorni, infatti, il primo cittadino di Caldarola non ha avuto remore nel puntare il dito contro l’esecutivo e ribadire: «Invece di darci le cose, ce le tolgono… Ci hanno tolto il presidio dei vigili del fuoco, con la conseguenza che se i cittadini debbono recuperare i loro beni nelle case inagibili bisogna rivolgersi al 115. Non si vede nessuno che porti via le macerie e ho dovuto rinunciare ad abbattere la scuola, pericolante, perché poi dove le metto le macerie?». Un cahier de doleances da cui scaturì la proposta indirizzata ai colleghi per restituire le fasce; seguita, come riportava nello stesso servizio il Resto del Carlino da un’amara consapevolezza; «Se lo faccio solo io, sarà nominato un commissario prefettizio e tutto finirà lì»…