Siccità, l’allarme: «La situazione è gravissima, a rischio il Made in Italy»

«La situazione idrica italiana, soprattutto nelle Regioni settentrionali, è molto grave, ma va fatto ogni sforzo per garantire la conclusione di una difficilissima stagione irrigua, limitando i danni ad un settore vitale per l’economia nazionale, quale l’agricoltura». Così l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela dei Territori e delle Acque Irrigue (Ambi) in sintonia con il Consorzio di bonifica Est Ticino Villoresi, che ha chiesto un posticipo di pochi giorni, cioè al 4 settembre, per la riduzione dei prelievi, decisa dal Consorzio del Ticino a fronte del basso livello del lago Maggiore che, come gli altri grandi laghi del Nord, sta avvicinandosi a minimi storici. «Nel bresciano, il livello del lago d’Idro è sceso a 55 centimetri, pari a circa 4 milioni di metri cubi d’acqua e, permanendo le attuali condizioni meteo, l’irrigazione gestita dal Consorzio di bonifica Chiese, già ridotta del 60%, sarà sospesa entro il fine settimana, decretando l’esaurimento di un sistema idrico, generalmente capace di garantire una disponibilità di 40 milioni di metri cubi, suddivisi tra l’invaso d’Idro ed i bacini dell’Alto Chiese.

Siccità, l’allarme per i laghi

Drammatica è la situazione del lago di Massaciuccoli (il “lago di Puccini”) in Toscana, sceso a -56 centimetri sotto il livello del mare, una condizione, che non si ricorda a memoria d’uomo. L’irrigazione è sospesa da mesi, cioè da quando il lago toccò quota -30», fa sapere Anbi. «Il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord – continua l’Associazione nel descrivere l’emergenza idrica – esprime molta preoccupazione anche per la situazione ambientale, che si sta creando, perché la poca acqua presente nell’invaso, già strutturalmente caratterizzato da scarso ricambio idrico, ha un’altissima concentrazione di inquinanti e nutrienti (fosforo ed azoto). Esemplare della gravità della situazione, che si sta registrando in Emilia Romagna (esaurite le riserve idriche, restano solo i flussi irrigui garantiti dal Consorzio Canale Emiliano Romagnolo, che preleva acqua del fiume Po), è quanto accade nel piacentino, dove il lago di Mignano è praticamente vuoto, contenendo 50.000 metri cubi d’acqua su una capacità di 10 milioni». Analoga è la condizione del lago del Molato in val Tidone: «Anche qui il bacino è praticamente esaurito, contenendo 40.000 metri cubi su una capacità di 10 milioni, avverte Anbi, Anche qui l’irrigazione è ovviamente sospesa ma, nelle scorse settimane, il Consorzio di bonifica di Piacenza era riuscito comunque a garantire 3 turni di irrigazione invece dei 7 consueti, distribuendo tuttavia meno della metà dell’acqua generalmente a disposizione”. Non va meglio nelle Marche, qui «la Regione ha disposto l’immediata interruzione dei rilasci idrici ad uso irriguo dall’invaso di Mercatale per riservare l’ormai esigua scorta idrica ai fini idropotabili – continua la nota di Anbi – Secondo il Consorzio di bonifica Marche, che gestisce la diga, il provvedimento, che penalizza solo l’agricoltura, arriva comunque troppo tardi: la quantità d’acqua presente nel bacino è scarsa (circa 1 milione di metri cubi), con possibili rischi di compromissione batteriologica per gli organismi viventi». E ancora: «In Abruzzo è stato addirittura chiesto la stato di emergenza nazionale dopo l’esaurimento delle scorte idriche dall’invaso della diga di Chiauci, gestito dal Consorzio di bonifica Sud, lasciando “a secco” l’area di Vasto, dove è previsto l’imminente intervento delle autobotti».