L’ultima emergenza della Boldrini: tesserini al “femminile” alla Camera…

La solita ossessione della “presidente” della Camera Laura Boldrini. Dal 4 settembre il bibliotecario, se femmina, dovrà far correggere il suo tesserino in “bibliotecaria”. Altrimenti scatteranno richiami di vario tipo. Idem per le segretarie, le consigliere, le interpreti. I tesserini dovranno avere l’impronta di genere, pena il divieto ingresso alla Camera dei Deputati. Secondo il Giornale, tutto sarebbe pronto per il 4 settembre, con tanto di circolare interna: da quel giorno le dipendenti della Camera dovranno ritirare i nuovi tesserini con quella modifica al  femminile, altrimenti verrà proibita la circolazione all’interno del Palazzo. Questa “priorità”, dai costi indefiniti, è stata condivisa dalla Boldrini anche con il Pd, grazie alla presidente del comitato sulle Pari Opportunità Valeria Valente,che ha approvato un “piano di azioni positive” (si chiama proprio così…) per venire incontro alla riduzione del gap tra i generi anche all’interno della Camera. I nuovi “indirizzi in tema di linguaggio di genere” da mesi erano nel mirino dei sindacati interno, che sull’operazione tesserino-rosa avevano espresso forti perplessità, “Non appare superfluo ricordare – si leggeva in una nota – che la denominazione al maschile del termine scaturisce da rivendicazioni sindacali volte a superare una concezione riduttiva di una professionalità che, fino ad allora, veniva associata alla funzione di ‘persona tuttofare'”. Niente da fare, la Bordini è un carrarmato su questione che sono al primo posto degli interessi degli italiani… come la definizione di segretaria con la a finale per riconoscere una donna….