“Basta con la dittatura comunista in Venezuela”: Trump scende in campo

Non c’è solo l’alta tensione con la Corea del Nord. Ora il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump apre il fronte del Venezuela, non escludendo l’intervento militare, !se necessario». Trump ha rifiutato un colloquio telefonico con Nicolás Maduro fino a quando non sarà «ripristinata la democrazia nel Paese». È quanto si legge in una nota della Casa Bianca che aggiunge. «Trump ha chiesto a Maduro il rispetto della Costituzione, elezioni libere ed eque, la liberazione dei prigionieri politici e la cessazione delle violazioni dei diritti umani. Al contrario, Maduro ha scelto la via della dittatura». Maduro sfida il mondo e Donald Trump non esclude l’opzione militare per il Venezuela. A dichiararlo è stato lo stesso presidente americano, parlando con la stampa nel New Jersey. “Abbiamo molte opzioni per il Venezuela. E’ nostro vicino. Abbiamo truppe in tutto il mondo, in luoghi molto, molto lontani. Il Venezuela non è molto lontano e la gente sta soffrendo e morendo. Abbiamo molte opzioni per il Venezuela, ivi compresa una possibile opzione militare se è necessaria”. Trump ha fatto queste dichiarazioni in presenza del segretario di stato Rex Tillerson e dell’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, con i quali si era riunito.

Venezuela: «Da Trump un atto di follia»

«Gli Stati Uniti – si legge ancora – sono al fianco del popolo del Venezuela di fronte alla continua oppressione del regime di Maduro. Il presidente Trump sarà lieto di parlare con il leader del Venezuela non appena la democrazia sarà stata restaurata in quel Paese». Le risposte non si sono fatte attendere, con toni facilmente prevedibili. Il ministro della Difesa del Venezuela, Vladimir Padrino Lopez, ha bollato la minaccia di Trump “un atto di follia” e di “supremo estremismo”. “C’è un’élite estremista che governa gli Stati Uniti”, ha detto, parlando con l’emittente Venezolana de Televisión. Anche il ministro della Comunicazione e dell’Informazione del Venezuela, Ernesto Villegas, ha reagito su Twitter: “Quella di Trump è la più grave e insolente minaccia mai proferita contro la Patria di Bolivar”. 

Mike pence vola in Sud America

Intanto il vicepresidente americano, Mike Pence, vola in Sud America con stop in Colombia, Cile, Argentina e Panama. I colloqui oltre che sui temi economici saranno concentrati sulla situazione in Venezuela. Lo afferma la Casa Bianca, sottolineando che tutti e quattro i paesi che Pence visiterà ”hanno dimostrato il loro chiaro appoggio alla democrazia, respingendo il regime” del presidente venezuelano Nicolas Maduro.

Tensione con il Perù

A questi paesi si aggiunge il Perù. Lima ha infatti deciso di espellere l’ambasciatore venezuelano, e Caracas ha risposto adottando la stessa misura nei confronti del rappresentante diplomatico peruviano. A compiere per prima il passo è stata Lima, annunciando l’espulsione dell’ambasciatore Diego Molero, come risposta ai “termini inaccettabili” usati dal Venezuela per protestare contro la riunione che – su iniziativa del presidente peruviano Pedro Pablo Kuczynski – si è tenuta a Lima questa settimana alla presenza dei rappresentanti di 17 Paesi per respingere le azioni del governo di Nicolas Maduro.