Inchiesta “cuori d’oro”: 10 rinvii a giudizio per corruzione negli ospedali

Sono stati rinviati a giudizio, con la principale accusa di corruzione, informatori scientifici e medici di ospedali toscani protagonisti dell’inchiesta “Cuori d’oro” diretta dalla Procura di Firenze. Il rinvio a giudizio è stato deciso dal gip del Tribunale di Firenze, Mario Profeta, che ha accolto le richieste dei pm Luca Turco e Giuseppina Mione. In tutto sono dieci gli imputati, anche se in due casi il giudice ha disposto che i processi si tengano in altre sedi, dove si sarebbero consumati gli episodi contestati, cioè a Pisa e a Pistoia. Il processo inizierà al Tribunale di Firenze il 19 gennaio 2018. In cambio dell’acquisto di forniture di stent, i presunti corrotti ricevevano viaggi, regali (anche un prosciutto, in un caso) e consulenze. «Ma davvero io mi domando dove fosse il governatore uscente Enrico Rossi in questi anni, mentre noi gli ripetevano che il sistema messo in piedi da lui stesso creava le condizioni per il generarsi di sacche di malaffare. È inaccettabile che faccia sempre quello che cade dalle nuvole. Non è credibile proprio». Così Stefano Mugnai di Forza italia era intervenuto sull’allargarsi dell’inchiesta per corruzione legata agli approvvigionamenti di materiale per le cardiochirurgie. «Per anni – ricorda Mugnai che è vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale – abbiamo ripetuto con atti formali e dichiarazioni che il sistema a tre Estav in cui però spesso non si facevano gare d’acquisto era, oltre che sconveniente proprio a livello di mercato, anche poco trasparente. A furia di mozioni e proposte di legge poi oggi l’accorpamento delle centrali d’acquisto l’abbiamo ottenuto, ma le condotte non cambiano: si acquista senza gare e si prosegue col sistema delle proroghe sui contratti di fornitura o servizi. Le responsabilità politiche sono chiare. O no?».