Gran Bretagna, l’Arabia Saudita è il principale finanziatore dell’estremismo

E’ l’Arabia Saudita il principale finanziatore dell’estremismo islamico nel Regno Unito. La denuncia arriva da un rapporto del think tank britannicoHenry Jackson society“, nel quale si chiede un’inchiesta pubblica sul ruolo di Riad ma anche di altri Paesi della regione per il sostegno che stanno dando all’estremismo islamico.

Interpellata dopo la pubblicazione del rapporto, l’ambasciata dell’Arabia saudita a Londra ha respinge le accuse della “Henry Jackson society” bollando come «categoricamente false» le tesi contenute nel documento. Accuse che, tra l’altro, arrivano mentre l’Arabia Saudita è proprio alla guida dell’offensiva diplomatica contro il Qatar, accusato dai vicini della regione di finanziare il terrorismo. Dunque una posizione scomoda e imbarazzante quella di Riad che, da un lato, accusa il Qatar di finanziare il terrorismo e, dall’altro, è accusato, a sua volta, di dare sostegno finanziario alle organizzazioni estremiste islamiche.

Nel rapporto del think tank britannico “Henry Jackson society” – diffuso proprio mentre la premier Theresa May è sotto pressione perché sia reso pubblico un dossier del suo governo sui finanziamenti esteri al terrorismo – si legge che «l’Arabia Saudita, dagli anni Sessanta, ha sponsorizzato sforzi multimilionari per esportare la versione wahhabita dell’Islam nel mondo islamico, comprese le comunità musulmane in Occidente».

E nel Regno Unito, sottolinea il rapporto, «questo finanziamento ha assunto principalmente la forma di sovvenzioni alle moschee ed alle istituzioni educative islamiche, che in cambio hanno ospitato predicatori estremisti e la distribuzione di materiale estremista».

«I finanziamenti stranieri per l’estremismo islamico in Gran Bretagna – scrivono gli analisti della “Henry Jackson society” – provengono, principalmente, da governi e da fondazioni legate al governo con sede nel Golfo, così come l’Iran. Tra questi, in primo luogo, l’Arabia Saudita. L’influenza è stata esercitata anche attraverso la formazione dei leader religiosi musulmani britannici in Arabia Saudita, nonché l’uso di libri di testo sauditi in alcune scuole islamiche indipendenti del Regno Unito».