Gentiloni (e Alfano) perdono altri pezzi: si dimette il sottosegretario Cassano

Il governo di Paolo Gentiloni perde altri pezzi. Uno dei suoi sottosegretari, il barese Massimo Cassano, 52 anni, al fianco di Poletti al ministero del Lavoro, ha deciso di abbandonare la sua poltrona. Dopo il ministro Costa si tratta di un altro esponente di Alternativa popolare che lascia il governo. Cassano, che fino a oggi è stato coordinatore regionale di Ap in Puglia segue quella di Costa, che mercoledì ha lasciato il dicastero degli Affari Regionali. Cassano, 52 anni, una carriera politica iniziata nelle file della Democrazia cristiana, è passato in Forza Italia nel 1998. Alle ultime elezioni era stato eletto con il Popolo della Libertà per poi passare con il grupppo di Alfano di Ncd. Dal 28 febbraio 2014 era sottosegretario al Lavoro con il governo Renzi. Oggi il dietrofront, una scelta politica che rappresenta una fuga da Alfano. Probabilmente l’opzione è quella di tornare nel centrodestra, in particolare con Forza Italia.

Cassano lascia il governo per tornare in Forza Italia?

Costa aveva già annunciato l’idea di voler ritornare a Forza Italia, partito in cui aveva già militato e che lo aveva portato a Montecitorio nel 2006. La causa principale, da quello che è emerso in questi giorni, è la legge sullo Ius Soli, che Gentiloni ha fermato e rimandato a settembre. Costa si è sempre espresso in maniera abbastanza palese contro la legge, tanto che molti ne vedono il principale artefice del rinvio. Fabrizio Cicchitto, parlamentare di Alternativa popolare ex fedelissimo di Berlusconi, anche lui eletto con il Pdl ha criticato Costa: “Non si può scoprire a fine legislatura che “l’estremismo di centro può essere appassionante, ma rischia di essere velleitario”, dopo averlo praticato per circa quattro anni. Il “torna a casa Lassie” è bello solo nei film (ma anche lì ci vuole l’animale adatto) e di sicuro non in politica”. Con l’addio di Cassano, lo smottamento continua e non è detto che si tratti dell’ultimo addio.