Si vota, il Pd rischia il crac. Renzi è sparito, lo cercano a “Chi l’ha visto”…

Pare che Matteo Renzi abbia gia preparato la frase da pronunciare, anzi da far trapelare dalla sua segreteria nelle notturne, in caso di tracollo del Pd: “E’ solo un voto locale”. Il suo stile non prevede l’ammissione della sconfitta, ma quello che più fa riflettere è che in questi ultimi giorni di campagna elettorale Matteo Renzi si sia praticamente nascosto, non s’è fatto vedere ai comizi per i ballottaggi, ha ridotto al minimo le dichiarazioni politiche in vista dei ballottaggi di domenica. In parole povere, s’è imboscato, alla romana direbbero “s’è dato”. Il copione sembra scritto: se domenica notte i voti daranno ragione al Pdl lui tornerà in scena trionfante, altrimenti resterà a sommozzare, magari scaricando le colpe sul suo “Malausenne” personale, il “capro espiatorio” Paolo Gentiloni, costretto a cantare e portare la croce.

Ai ballottaggi di domenica – 22 quelli dei capoluoghi di provincia – Renzi rischia grosso soprattutto nella “sua” Toscana,  – Carrara, Lucca e Pistoia – dove il Pd teme il flop ed è per questo che il segretario non s’è mai visto: glielo hanno sconsigliato vivamente. Forse lo cerca la Sciarelli a “Chi l’ha visto”, scherza qualcuno sul web, ma c’è poco da ridere.

Su Twitter l’ex premier, in genere iperattivo, non parla di elezioni, sul suo sito siamo fermi ai commenti della Maturità, su Facebook si parla di Toscana, di Firenze, ma non di ballottaggi. “Oggi è la tua festa. “Perla del mondo”, per Giorgio la Pira. Fonte di ispirazione e compagna di viaggio per i più grandi artisti della storia. In tanti – da tutto il mondo – hanno perso la testa per te, si sono fatti rapire dalla tua bellezza. In tanti dobbiamo tutto a te, alla tua capacità di tenere insieme passato e futuro, memoria e innovazione, quotidianità e visione…”, è  la celebrazione di Fiorenza.

Un Pd ridotto male, se è costretto a divagare o a tifare per altri: a Verona spera nella compagna dell’ex sindaco leghista Flavio Tosi, Patrizia Bisinella, per non cedere anche lì al centrodestra, ma il vero incubo di Renzi è Genova. Se Bucci facesse il colpaccio lì, Matteo avrebbe difficoltà anche a pronunciare quella frase che già si è scritto: “E’ solo un voto locale…”.