Sesso per una dose: le ragazzine si prostituiscono con i pusher africani

Per qualche mese il parco era tornato tranquillo. Finito l’effetto della retata, però, la situazione è tornata come prima, anzi peggio: un nuovo fenomeno si aggiunto allo spaccio, quella della prostituzione di giovanissime che fanno sesso con i pusher per avere una dose di droga. Succede a Rimini, nella zona del Parco Cervi, nei pressi dell’Arco di Augusto, a un chilometro dal lungomare e a due dal Grand Hotel Rimini, storico albergo di lusso costruito nei primi anni del Novecento ed eletto monumento nazionale negli anni ’80.

 Sesso con i pusher per una dose di droga

Sono stati i residenti della zona a denunciare la situazione. Il Resto del Carlino, poi, ha dato ampio risalto alla loro richiesta di aiuto, con un articolo in cui le testimonianze non lasciano dubbi sul livello di degrado raggiunto e dopo il quale sembra che anche le autorità si siano accorte dell’emergenza, inviando sul posto pattuglie a cavallo. «Dalle finestre li vediamo bene mentre vanno a prendere la roba in mezzo ai cespugli o sotto le pietre. Vediamo i ragazzini italiani arrivare a frotte dal centro e fare gli ‘acquisti’», ha raccontato un residente. Un’altra abitante del quartiere, poi, ha spiegato quale sia la natura del nuovo fenomeno che ha preso piede dopo la “riappropriazione” del parco da parte degli spacciatori, una cinquantina, tutti africani. «Fanno sesso alla luce del giorno. L’altro pomeriggio sono scesa per portare a spasso il cane e c’era una giovane, secondo me non era nemmeno maggiorenne, era per metà sotto una coperta e faceva “qualcosa” con uno dei ragazzi nordafricani del parco», ha raccontato la donna, aggiungendo di aver sentito dire alla ragazza che «”per quello ti ho detto che voglio venti euro”. Ho capito bene a cosa si riferiva». Altre ragazze, invece, si prostituiscono per una dose. «Hanno l’età delle mie figlie, mi sembra incredibile che possa accadere», ha commentato ancora la donna, spiegando che «non hanno nessuna remora lo fanno in mezzo alla gente»

Un «situazione intollerabile» 

I residenti parlano in anonimato per paura degli spacciatori, che «quando li incroci ti guardano come per dire “il parco è nostro”». A metterci la faccia è, invece, l’avvocato Piero Venturi, cui i cittadini hanno dato mandato per cercare di avere tutele e per presentare, eventualmente, un esposto all’autorità giudiziaria. «La situazione è diventata ormai intollerabile», ha spiegato il legale, raccontando che «durante le ore diurne il parco è appannaggio degli spacciatori e di persone senza fissa dimora, sottratto ai cittadini». Il giardino ormai è di fatto proprietà dei pusher africani, i quali hanno cacciato ogni forma di concorrenza, rom compresi, e gestiscono l’area come una proprietà privata. «Episodi di violenza finora non ne sono accaduti, ma l’ultima volta che sono passato in bicicletta per tornare e casa, ho dovuto aspettare che finissero di giocare a pallone: non mi hanno fatto passare», ha raccontato un uomo.