Court Delicati – Roma

Court Delicati
Viale Aventino, 41 – 00153 Roma
06/5746108
Sito Internet: no

Tipologia: ristorante cinese
Prezzi: 25€ per antipasto, piatto principale e dolce
Giorno di chiusura: Lunedì

OFFERTA
Presente a Roma da diversi anni, Court Delicati propone una cucina cinese con influenze malesi e thailandesi, e consente di gustare preparazioni difficili da trovare in altri ristoranti dello stesso tipo. Una gradita attenzione, poi, è dedicata alla frutta orientale, disponibile in alcuni casi in porzioni “small”, “medium” e “large”, scelta senz’altro più stuzzicante rispetto ai dolci confezionati di stampo occidentale o a quelli orientali, pochi dei quali davvero originali. La carta dei vini è illustrata, con ricarichi nella norma e referenze piuttosto commerciali, ma presenta il vantaggio di qualche mezza bottiglia a cui si aggiungono alcune birre. Per la nostra cena abbiamo assaggiato degli involtini primavera al vapore, leggeri ma dal ripieno di verdure un po’molle, e dei buoni ravioli alla piastra; interessante la rivisitazione della salsa di soia fatta in casa per accompagnarli, arricchita di aglio, zenzero, aceto bianco e peperoncino. A seguire, leggermente troppo dolce il rendang, manzo cotto in latte di cocco e spolverato con farina di cocco, meglio l’anatra in agrodolce, anche se dalla carne un po’asciutta. Buono il riso bianco utilizzato per accompagnare le pietanze, ben compatto e ideale per essere preso con le bacchette.

AMBIENTE
Abbastanza sobrio ed essenziale, privo delle tipiche chincaglierie orientaleggianti. La sala non è molto grande e l’utilizzo dello spazio è concepito per massimizzare la capienza, con tavoli ravvicinati a discapito dell’intimità. Meglio i tavoli esterni su Viale Aventino, allestiti durante la bella stagione.

SERVIZIO
Un po’ distratto (durante la nostra visita si era perso l’ordine di un riso alla cantonese) e spiacevolmente sbrigativo.

ADATTO A:
Rapidi pranzi di lavoro o per una sosta dai sapori orientali durante una passeggiata al vicino Circo Massimo.

               Recensione a cura di: Il Saporaio – La Pecora Nera Editore –