Blue Whale, “Le Iene” ammettono la mezza bufala: «I video russi erano falsi»

Un mese fa la trasmissione di Italia 1, “Le Iene”, mandava in onda un servizio di Matteo Viviani che delineava uno scenario inquietante: la diffusione, ancche in Italia, del fenomeno del “gioco del suicidio”, il cosiddetto Blue Whale, che dalla Russia, dopo aver seminato morti tra i giovani, sarebbe arrivato fino in Italia, mettendo a rischio la vita dei nostri ragazzi. Oggi, dopo diverse inchieste di siti specializzati, che avevano svelato la fragilità di quel servizio che aveva sconvolto il pubblico de “Le Iene” (video) nella puntata del 14 maggio, l’autore Matteo Viviani, in un’intervista al Fatto Quotidiano, a Selvaggia Lucarelli, ammette che i video in cui si mostravano adolescenti che si lanciano dai palazzi erano falsi. «Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio», dice Viviani alla Lucarelli che gli fa notare che comunque quei video erano falsi. «Era solo il puto di partenza, cambiava qualcosa se mettere una voice over di 4 secondi in cui dicevo che quei video no erano collegati al Blue Whale?». La Lucarelli, giustamente, gli risponde di sì, sarebbe cambiato molto.

Viviani, comunque, difende sul suo lavoro, sostiene che grazie al suo servizio si è aperto un dibattito anche in Italia su un fenomeno, quello del gioco della “balena triste”, che nessuno conosceva. «Ieri sono andato in una classe e ho chiesto quanti conoscessero il Blue Whale prima del mio servizio, la metà degli alunni ha alzato la mano…». E insiste: «Non posso praticare l’età su un argomenti e se ho contribuito a salvare anche una sola persona, il mio è stato un lavoro prezioso». A parte qualche piccola bufala.