A Bologna non si può ricordare Sergio Ramelli, ucciso a 20 anni dai comunisti

Pazzesco: i criptocomunisti bolognesi non vogliono consentire neanche la presentazione di un libro a fumetti dedicato a Sergio Ramelli, il giovane assassinato a sprangate nel 1975 a Milano dai comunisti di Avanguardia Operaia. Sembra incredibile che nel 2017, in una città civile e tollerante come Bologna, non si possa presentare un libro, ma purtroppo è così. La cultura e il ricordo sono proibiti a meno che non riguardi i comunisti. E non si tratta di frange facinorose, intolleranti e violente, perché nella censura c’è di mezzo pure il Pd. L’intolleranza culturale della sinistra bolognese è gravissima, e non è la prima volta che si manifesta. Le cose sono andate così: La casa editrice milanese Ferrogallico ha realizzato una storia a fumetti sulla vicenda di Sergio Ramelli, scritta da Marco Carucci e disegnato da Paola Ramella, cui seguiranno altre vicende emblematiche degli anni di piombo, storia che si sta presentando in tutta Italia. A Bologna detta presentazione si svolgerà al quartiere Santo Stefano, nei locali di un centro sociale che si chiama Baraccano. A quel punto certa sinistra è insorta, chiedendo che l’iniziativa culturale non abbia luogo, affibbiandole l’etichetta di “fascista”, non si capisce per quale ragione. Le sinistre hanno ricordato, per rafforzare la loro tesi, che a Bologna sono già arrivati persino Alemanno e Storace, e che quindi “non se ne può più”. I due personaggi citati hanno rivestito cariche istituzionali, perché votati dai cittadini, e Ramelli è stato assassinato proprio dai padri politici di quegli stessi che oggi ne vorrebbero impedire il ricordo. A questi nemici della storia e della verità bisognrebbe ricordare che sono finiti i tempi in cui assassini con i fazzoletti rossi uccidevano ferocemente tutti quelli che non la pensavano come loro, uomini, donne, ucciso con la stessa etichetta, “fascisti”, salvo poi derubarli dopo averli fatti sparire. La storia italiana è piena di questi massacri compiuto nel nome del comunismo e contro il fascimo. Ma si dà il caso che Sergio Ramelli era uno studente “fascista”, non violento, e che fu ucciso sotto casa sua da esponenti della comunista Avanguardia Operaia a colpi di chiave inglese e che morì dopo 47 giorni di agonia. La storia deve essere conosciuta dagli italiani, e quel fumetto serve proprio a questo, anche se la Santa Inquisizione comunista non vuole. Ma abbiamo cattive notizie per loro. La presentazione di farà. Tra i relatori sono annunciati, tra gli altri, Gianni Correggiari di Forza Nuova e alcuni esponenti della destra bolognese come Massimiliano Mazzanti e l’ex capogruppo Fi in Comune, Michele Facci, oltre ad Alessandro Pellegrini, avvocato di Luigi Ciavardini. Mazzanti ha annunciato che domattina consegnerà alle biblioteche pubbliche di Bologna copia del libro su Sergio Ramelli, per contrastare i nostalgici della violenza e dell’oscurantismo politico.