Rai, il figlio di papà Cantournet si dimette da capo della Security

Alla fine ha ceduto. Il francese Genséric CantournetDirettore della Security Rai scelto, per guidare il delicatissimo incarico, da una società di cacciatori di teste  di proprietà di suo padre, Bernard Cantournet, e finito nel mirino dell’Anac di Raffaele Cantone, ha rassegnato oggi le sue dimissioni dall’incarico dopo la bufera esplosa a seguito dell’imbarazzante rivelazione de Il Fatto Quotidiano sul meccanismo di selezione che aveva portato l’ex-militare francese ad occupare l’importantissima poltrona di viale Mazzini.

Il Direttore generale Antonio Campo Dall’Orto – spiega una nota Rai – ha accettato le dimissioni (più che tardive) ringraziando Cantournet per il suo «prezioso lavoro svolto in questo anno, esercitato sempre con competenza, passione e grande professionalità».
«Considerando la delicatezza dell’incarico – spiega la Rai – il Direttore generale ha anche chiesto a Cantournet di rimanere al suo posto per il tempo necessario alla ricerca del sostituto».

Era stato il Fatto Quotidiano a svelare i retroscena di una vicenda che ha dell’incredibile e che pesa, per il gravissimo conflitto di interessi che si era generato, non solo sul Direttore Generale Rai ma anche sul governo, guidato, all’epoca, da Matteo Renzi.

Il Chief Security Officier della tv di Stato, Genséric Cantournet, era finito nel mirino dell’autorità guidata da Raffaele Cantone proprio perché la sua scelta era stata operata da una società di cacciatori di teste, la “Salvia, Cantournet & Partners“, della quale socio di minoranza e amministratore delegato è Bernard Cantournet, padre di Genséric. Otto i profili professionali segnalati in Rai e tutti considerati idonei, al pari di Cantournet che viene preferito agli altri sette candidati: Angelo Ruocco, Chief Security Officer di Bosch, Fabio Ortolani e Stefano Bargellini di Vodafone, Marco Bavazzano di Axitea, Francesco Di Maio di Enav, Francesco Ceccarelli di Enel e, infine, Manuel Di Casoli di Expo.

L’Anac aveva dato una tremenda mazzata su 11 delle 21 nomine di dirigenti fatte da Dell’Orto in Rai. E, fra le 11, era finita anche quella di Cantournet paracadutato sulla poltrona di capo della Sicurezza Rai. Per l’Anac di Cantone il «conflitto di interessi» era evidente. Ci sono voluti però 8 mesi perché quel parere negativo sulla nomina di Cantournet prendesse le forme delle dimissioni. Che hanno preso in contropiede gli stessi membri del Cda Rai, sorpresi dall’epilogo di una vicenda che dicono di aver appreso dai giornali, sia prima, sia dopo.
Arturo Diaconale parla di «scelta personale apprezzabile fatta da un professionista valido» evidenziando, però che «il problema che rimane è quello di una
procedura di assunzione che ha subito i rilievi dell’Anac e di cui il Cda ha ricevuto solo la comunicazione a cose fatte, come del resto è avvenuto per le sue dimissioni».

Stesso ragionamento quello della consigliera d’amministrazione Rai, Rita Borioni: «Cantournet è persona squisita, gentilissima e credo abbia fatto un ottimo lavoro. Per me come componente del Cda questa vicenda è iniziata come è finita, nel senso che abbiamo assistito agli eventi a cose fatte».
«Ho saputo dell’esistenza di questa persona – rincara la dose la Borioni – dopo che era stata scelta e ho saputo delle sue dimissioni dopo che è accaduto. E questa purtroppo non è un’eccezione rispetto al governo dell’azienda».

«Ho appreso la notizia delle dimissioni di Genseric Cantournet – fa eco alla Borioni anche il consigliere d’amministrazione della Rai, Paolo Messa – e desidero esprimere il sentimento di rispetto per questa scelta che ne conferma la devozione professionale tanto più che, di per se, essa non fuga i dubbi emersi dalla istruttoria dell’Anac circa la correttezza delle procedure di selezione del personale esterno».

Quarantasei anni, una laurea in legge e Scienze forensi, e un Master in Scienze Politiche, l’ex-militare francese dell’École spéciale militaire de Saint-Cyr & Royal Military Academy Sandhurst scelto per il prestigiosissimo incarico dalla società di ricerca del personale del padre, ha lavorato, dismessa la divisa e gettatasi alle spalle l’esperienza all’Istituto Diplomatico e Consolare del Ministero degli Affari Esteri, in Telecom Italia come Responsabile della gestione della sicurezza dei sistemi e dei processi e nominato Vicepresidente Security Cross Processes and Project.