Mentana su Fb: criticate la marcia di Milano? Siete degni eredi di Mussolini

Enrico Mentana dà in escandescenze sulla marcia di Milano per il diritto all’accoglienza e una società senza muri. Il succo del suo post, rivolto a chi ha criticato l’iniziativa, è che chi scrive post contro la marcia è erede di chi ha fatto le leggi razziali. Non solo razzisti, allora, a giudicare la marcia inutile o inopportuna ma anche fascisti e anche potenziali voltagabbana, come tutti quei fascisti che dopo il 25 aprile spergiuravano di essersi sempre opposti al regime di Mussolini. 

Ecco quanto scrive Enrico Mentana: “Si può non essere d’accordo in nulla con le ragioni di chi marcia, ma perché tutto questo veleno? Perché un odio così forte verso l’idea di accoglienza? Perché quelle litanie sul sostegno che non si darebbe invece agli italiani poveri?”.

Mentana dopo gli interrogativi passa all’attacco: “Non avete mai mosso un dito contro mafiosi e camorristi, contro gli evasori e i corrotti, sbraitate solo quando acciuffano un politico ladro, purché della parte opposta alla vostra, avete fatto il tifo per la banda di Romanzo Criminale e i Savastano di Gomorra, parcheggiate in seconda fila e ve ne fregate della differenziata, e però per voi la vergogna sono quei manifestanti di Milano. Non concepite che uno possa aiutare chi ha bisogno, e infatti diffondete la calunnia che le Ong siano spinte dal lucro e dal malaffare”. Infine tira le somme: “Mi sono chiesto per tanto tempo come sia stato possibile che da noi, 80 anni fa, le leggi razziali siano state varate e attuate senza nessuna reazione popolare. Ma come, noi, gli “italiani brava gente”, restammo zitti, e anzi partecipammo con zelo alla loro applicazione, alcuni fino alle estreme conseguenze? Grazie a voi, al cinismo ferino delle vostre parole, ho potuto capire di chi siete ideali eredi. E siccome, è cosa nota, la storia si ripete in farsa, magari arriverà il giorno, come avvenne dopo la Liberazione, in cui cancellerete in fretta e furia i vostri tweet e correrete a giurare e spergiurare che quel 20 maggio a Milano, a manifestare per una buona causa c’eravate pure voi..”. 

Una durissima requisitoria che coinvolge certo gli “haters”, cioè quelli che sui social hanno bisogno di un nemico da insultare, ma non solo. Non c’è infatti una parola di comprensione per chi guarda alla gestione del fenomeno dei migranti con giustificato scetticismo, non si ricorda che l’indice puntato contro le ong è arrivato da un magistrato e non da un razzista di borgata, non si tiene conto di quanto avvenuto alla stazione di Milano (due militari feriti da un fanatico ammiratore dell’Isis) proprio alla vigilia della marcia pro-migranti. E, infine, non si pensa alle conseguenze di dividere l’illimitato mondo di internet tra buoni e cattivi: rendere i cattivi sempre più cattivi e ciò mentre li si usa per entrare nel paradiso dei “buoni” della rete.