Il capogruppo FdI
Bignami scommette sullo Stabilicum: «Governi più stabili, sarà un bene per tutti»
Lo Stabilicum incassa il sì della Camera e Galeazzo Bignami in un’intervista al Quotidiano nazionale, rivendica il risultato: governi più stabili, ritorno delle preferenze e coalizioni chiamate a indicare il candidato premier prima delle elezioni.
Il capogruppo di Fratelli d’Italia, primo firmatario della riforma, respinge le accuse dell’opposizione, esclude ragioni per anticipare il voto a maggio e guarda al prossimo passaggio: l’esame della Consulta.
Bignami dopo l’approvazione della legge elettorale: “Voto ampio e solido a dispetto della Cassandre”
«Un voto ampio e solido, a dispetto delle Cassandre», dice, commentando l’approvazione. Dopo tre mesi di polemiche e riscritture, sostiene che la legge abbia conservato la sua funzione: «Porta dei benefici al sistema italiano nel suo insieme, dà stabilità, consente a chi vince di governare, obbliga le coalizioni a scegliere prima del voto il candidato premier da indicare al presidente della Repubblica».
Uno dei punti su cui insiste è il ritorno delle preferenze. «Finalmente, dopo oltre 30 anni, si consente agli italiani di tornare a scegliere il proprio parlamentare di riferimento sul cui operato poter chiedere conto». Una possibilità che, a suo giudizio, potrebbe avere effetti positivi anche sulla partecipazione elettorale.
Il nodo delle preferenze e la partita alla Consulta: la legge è solida
Resta il nodo dei sette nomi prestampati. Bignami difende il compromesso raggiunto: «Si tratta di una mediazione assolutamente al rialzo, vista la prima bozza. Un buon risultato».
Alla sinistra che parla di truffa, il capogruppo replica chiamando in causa le precedenti scelte dell’opposizione: «È sorprendente che lo dicano, visto che la sinistra a suo tempo fece una legge che prevedeva sempre i capilista bloccati. La differenza è tra chi non ha avuto in 30 anni la volontà di inserire delle preferenze e noi che, invece, lo abbiamo fatto».
Ora la partita passa alla Corte costituzionale. Bignami dice di avere fiducia nella solidità dell’impianto e nelle competenze dei giudici, ai quali spetterà valutare eventuali rilievi. Più incerta la possibilità che una pronuncia arrivi prima delle elezioni: «Non conosco i carichi del ruolo della Consulta. Detto ciò, i margini per un parere prima del voto mi paiono piuttosto stretti, ma non impossibili».
Si vota a scadenza naturale. Vannacci? Nessuna alleanza, vuole mandarci a casa
Sul calendario elettorale, invece, la posizione è netta. «A oggi non vedo le condizioni né le ragioni per un voto anticipato. La mia opinione è sempre stata che si voterà in autunno, a scadenza naturale».
Altrettanto netto il giudizio su Roberto Vannacci e sulla possibilità che faccia parte della coalizione: «Vannacci non sarà con noi ed è un dato di fatto. Anche nei giorni scorsi ha votato con la sinistra, non dando la fiducia al governo. Lei prenderebbe a lavorare con sé una persona che dice pubblicamente di volerla mandare a casa?».
In un Paese abituato a rimettere mano sistematicamente alle leggi elettorali, almeno lo Stabilcum resisterà? «Me lo auguro – chiosa Bignami – perché gli obiettivi questa volta sono condivisi: stabilità, governabilità, rappresentatività sono principi che valgono per tutti».