Ipotesi tentato omicidio
Tempi duri per i violenti rossi: chieste 19 misure cautelari per gli scontri al corteo per Askatasuna
C’è anche l’accusa di tentato omicidio tra i reati per i quali la procura di Torino ha chiesto 19 misure cautelari nei confronti di militanti antagonisti per gli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso, durante la manifestazione contro lo sgombero di Askatasuna.
All’alba di venerdì 9 ottobre, la polizia ha notificato i decreti di fissazione degli interrogatori preventivi, con il supporto delle questure di Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia, ed eseguito 14 perquisizioni domiciliari. Le altre accuse comprendono resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento, travisamento, porto di oggetti atti all’offesa e rapina. Durante gli scontri erano stati incendiati un mezzo della polizia, con un agente a bordo, e alcune barricate. Un altro poliziotto era stato aggredito con calci e colpi di martello.
L’appello di Montaruli: “Non riconsegnate lo stabile ad Askatasuna”
“Le misure cautelari di oggi – commenta il vicecapogruppo di Fdl alla Camera dei deputati Augusta Montaruli – ci riportano bruscamente a quella realtà torinese in cui si è tentato di sanare la posizione del centro sociale più pericoloso d’Italia attraverso un comitato di cui facevano parte persino i genitori dei leader dell’organizzazione”.
“Riconsegnare lo stabile a chi ha circondato un poliziotto, su cui si è infierito a martellate – prosegue Montaruli – sarebbe l’ennesimo affronto che il Pd farebbe alla città di Torino. Ora il sindaco di Torino scriva nel bando che sono esclusi gli esponenti di Askatasuna e i suoi garanti. La sinistra non vanifichi ancora una volta il lavoro di Procura e Polizia e non si schieri contro lo Stato, prigioniera delle frange più estreme con cui organizza manifestazioni, da ultimo quella No Tav”.
Gli antagonisti per Askatasuna scovati da Cagliari a Genova
I “militanti antagonisti” raggiunti dal provvedimento vengono da Genova, Cagliari, Firenze, Imperia e Reggio Emilia. Il giorno dei disordini a Torino oltre mille manifestanti, la maggior parte dei quali completamente travisati e vestiti di nero, dopo aver deviato dal percorso preavvisato – ricostruiscono gli investigatori – si sono diretti verso lo stabile al civico 47 di corso Regina Margherita.
Qui hanno attaccato per circa due ore la forza pubblica, dislocata a protezione dell’immobile, con il lancio di pietre, bottiglie, petardi e altri oggetti contundenti. Sono state create delle barricate infuocate per impedire l’avanzata dei contingenti.
Oltre 100 poliziotti feriti negli scontri del 31 gennaio
Tutto questo ha causato il ferimento di 103 appartenenti alle Forze dell’Ordine, con prognosi fino a 100 giorni.
I manifestanti hanno poi incendiato un mezzo del Reparto Mobile di Torino, a bordo del quale si trovava un agente di Polizia, e aggredito con calci e colpi di martello un altro operatore dopo avergli sottratto il casco e lo scudo in dotazione.
Nel corso delle azioni violente, sono stati inoltre danneggiati numerosi esercizi commerciali, condomini, autovetture private e banche, nonché arredi urbani e cassonetti. In occasione della notifica del provvedimento sono state eseguite 14 perquisizioni domiciliari.