Manovra, Bruxelles ci chiede più tasse e spiana la strada al voto in autunno

Nè bocciati né promossi, ma rimandati alla manovra d’autunno. Si può sintetizzare così il giorno della “pagella” dell’Europa ai bilanci dei Paesi membri con l’Italia nello scomodo e purtroppo consueto ruolo di osservata speciale. La Commissione di Bruxelles infatti non ha inteso dare cifre nella “raccomandazione” sugli obiettivi di bilancio che il governo dovrebbe fissare e raggiungere per il 2018: lo farà, ha chiarito in conferenza stampa il responsabile agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici – solo più avanti, quando cioè disporrà di ulteriori dati e delle previsioni economiche d’autunno. Quel che è certo è che Moscovici non è apparso per nulla irretito dal clima politico in Italia e sulla prospettiva di voto a breve. Tutt’altro: «Pacta sunt servanda – ha latineggiato – anche sotto elezioni». 

Moscovici: per il 2018 l’Italia faccia uno «sforzo sostanzioso»

«Rivaluteremo – ha spiegato – la conformità dell’Italia alla regola del debito sulla base delle nostre previsioni d’autunno, che incorporeranno nuove informazioni sull’esecuzione del bilancio 2017 e anche sul progetto di bilancio per il 2018». In poche parole, l’Italia è chiamata a produrre «uno sforzo sostanzioso» per il 2018. Quanto a quello relativo all’anno in corso, la Commissione ha considerato sufficiente la manovrina di aggiustamento per il rientro dal deficit in eccesso, causato dalle mance a pioggia inutilmente elargite dal governo Renzi per vincere il referendum del 4 dicembre scorso. Il resto si può riassumere nella solita solfa: l’Europa ci accomuna a Cipro e Portogallo nella sofferenza di «squilibri macroeconomici eccessivi» correggibili con le riforme strutturali. Solo se non vi si metterà mano, la Commissione potrà eventualmente passare a procedure più incalzanti.

Bruxelles: reintrodurre l’Imu sulla prima casa

Al momento, a proposito di Italia, Portogallo e Cipro, Bruxelles si è limitata a rilevare che gli impegni sulle riforme descritti nel Programma nazionale di riforma (Pnr) sono «sufficientemente ambiziosi, ma l’assenza di dettagli sull’adozione e di un calendario dell’attuazione limita la loro credibilità». Nel dettaglio, le voci dello «sforzo sostanzioso» si possono così sintetizzare: reintroduzione della tassa sulla prima casa per i redditi elevati, riforma del catasto, riduzione dei tempi della giustizia civile e completamento della riforma del pubblico impiego.