Legge elettorale, ancora un rinvio. Ma a FI piace il modello tedesco di Renzi

Neanche il tempo di salutare e valutare la nuova proposta di Renzi in materia di legge elettorale (impianto proporzionale e sbarramento del 5 per cento sul modello tedesco) ed è subito… rinvio. Una settimana di riflessione supplementare chiesta da Pd, Forza Italia e centristi prima di depositare il testo base nella competente commissione Affari costituzionali. In realtà, un testo-base era già pronto, «ma non potevo non dare seguito alla richiesta di tre gruppi che, insieme, hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato», ha spiegato il presidente della commissioni nonché relatore Andrea Mazziotti di Celso.

Pd, FI e centristi ottengono 7 giorni in più per il testo-base

Giovedì, intanto, si riunirà l’Ufficio di presidenza della commissione per rivedere il calendario. Una scelta inevitabile dopo il rinvio. Il termine per la presentazione degli emendamenti, precedentemente al 12 maggio, è già saltato. Ed è pronta a saltare anche quella del 29 maggio, data in cui il testo dovrebbe finalmente approdare in Aula. Mazziotti non la considera del tutto compromessa. «In ogni caso – ha spiegato – deciderà la conferenza dei capigruppo».

Sinistra e M5S contro Renzi: «Tiene in ostaggio il Paese»

Il rinvio ha immediatamente rinfocolato le mai sopite polemiche sulla legge elettorale. «Siamo al gioco delle tre carte», denuncia il capogruppo di Sinistra Italiana Giulio Marcon. «Il Paese -aggiunge – è ostaggio del Pd». Contro i minuetti di Renzi sulla legge elettorale anche i capigruppo del M5S di Camera e Senato: «Le proposte del Pd sulla legge elettorale – si legge in una nota congiunta – ? Una, nessuna e centomila, direbbe Pirandello. Stanno continuando a prendere in giro le istituzioni e gli italiani». Il sistema tedesco non dispiace a Forza Italia, come dimostrato che persino un esponente come Renato Brunetta, mai tenero nei confronti di Renzi, ha evitato di utilizzare toni polemici all’indirizzo della nuova proposta: «Speriamo sia la volta buona. Pare che il Pd abbia finalmente deciso quale modello elettorale proporre agli altri gruppi parlamentari. Noi siamo pronti».