Il Wwf lancia la campagna salva-lupo. Ogni anno ne vengono uccisi 300, vanno aiutati

Ogni anno 300 lupi, circa il 20% della popolazione italiana, vengono uccisi in Italia da bracconieri, bocconi avvelenati o dall’impatto con le auto. Il Wwf decide così di scendere in campo per salvare questa specie con una maratona di due settimane, da oggi fino al 22 maggio, attraverso l’sms solidale 45524. Circa il 20% degli esemplari italiani di lupo resta vittima dei bracconieri armati di fucili, trappole o esche avvelenate o muore investito da auto che attraversano i territori dove vivono. Né – avverte il Wwf – le aree protette rappresentano un rifugio sicuro per questi animali.

Le stime italiane parlano di circa 300 lupi uccisi ogni anno su una popolazione complessiva (stimata) di 1.600 animali: ma i lupi uccisi potrebbero essere senz’altro di più. “Il danno è enorme, con grave squilibrio per tutta la fauna nazionale. Se il lupo, grazie anche alle campagne del Wwf condotte sin dagli anni ’70, si era salvato dall’estinzione recuperando il suo areale originario, oggi è di nuovo in pericolo e “c’è bisogno di uno sforzo straordinario e a 360 gradi per salvarlo – avverte l’associazione – e aiutare a sradicare una rinnovata diffidenza di alcune comunità verso questo importante predatore”.

I fondi raccolti durante la maratona di due settimane serviranno a finanziare i controlli sul campo delle Guardie volontarie attrezzandole con droni per sorvegliare le aree più a rischio, a potenziare l’utilizzo degli sniffer-dog, cani addestrati a scovare le tracce di veleno sparso dai bracconieri, a curare gli animali feriti nei centri specializzati, a realizzare speciali attraversamenti stradali sicuri per lupi e orsi. L’aiuto al Wwf servirà anche a sostenere gli allevatori ‘salva-lupo’ contribuendo al mantenimento dei cani da guardiania più adatti e assistendoli con campi di volontariato e una ‘scuola permanente e diffusa’ a difesa del lupo per informare, sensibilizzare e coinvolgere i cittadini e le scuole.

La stessa associazione si era attivata mesi fa contro il piano che prevedeva l’abbattimento dei lupi per un massimo del 5% di esemplari. Un piano poi modificato per le numerose proteste degli animalisti.