Egitto, strage sul bus, sparano contro i cristiani copti: 25 morti e 23 feriti

***FLASH*** È di 25 morti e 23 feriti il bilancio dell’attacco sferrato contro un bus che trasportava cristiani copti a Minya, nel sud dell’Egitto. Ma, come drammaticamente noto, in questi casi il bollettino delle vittime e il bilancio del danni sono destinati a salire.

Spari contro il bus: uccisi 25 cristiani copti

Quel che è certo è che, in base a quanto riferito dal portavoce del ministero egiziano della Sanità, Khaled Mugahid, al sito d’informazione locale al-Masrawi, un gruppo di uomini armati hanno aperto il fuoco contro il mezzo che era diretto al monastero di Anba Samuel, situato nei pressi di Minya, una città 300 km a sud del Cairo dove vive una numerosa comunità copta, ancora una volta nel mirino stragodìsta dall’estremismo islamico, colpita al cuore oggi come lo scorso aprile quando, nel giorno della domenica delle palme, altri kamikaze, altri terroristi, colpirono nella chiese di Tanta e di Alessandria, provocando in quel caso 45 morti. Vittime alle quali vanno tragicamente ad aggiungersi le 25 di oggi, uccise poco fa. Non solo: via via che passano le ore, emergono nuovi, inquietanti particolari: come quello secondo cui sarebbe stato un commando di 10 persone, tutte a volto coperto, a sferrare l’attacco contro il bus con a bordo cristiani copti diretto al monastero di San Samuele, non lontano dalla città di Minya. A riferirlo, tra gli altri, l’emittente satellitare al-Arabiya, precisando che il commando ha sparato con armi automatiche e confermando il teagico bollettino: nell’attacco almeno 25 persone sono rimaste uccise, e tra loro, purtroppo, ci sono anche bambini. Diversi bambini…

Cristiani copti sotto attacco: una lunga scia di sangue

L’attacco contro un bus con a bordo cristiani copti avvenuto a Minya, nella zona centrale dell’Egitto, è solo l’ultimo di una lunga serie di attacchi contro i cristiani nel Paese arabo. L’ondata di violenza contro la comunità religiosa guidata da Tawadros II è aumentata negli ultimi anni. Di seguito, allora, i più gravi attentati compiuti contro la minoranza dal 2011 a oggi con la strage sul bus.

9 aprile 2017: due kamikaze si fanno esplodere in una chiesa copta ad Alessandria e in un’altra a Tanta durante le celebrazioni della Domenica della Palme. L’attacco viene rivendicato dal sedicente Stato islamico (Is). Il bilancio è di 49 morti e decine di feriti.

11 dicembre 2016: un kamikaze di 22 anni si fa esplodere all’interno del complesso della cattedrale di San Marco, nel quartiere di Abbasseya, al Cairo, uccidendo 27 persone. L’attacco, il più sanguinoso contro la minoranza copta dal primo gennaio 2011, è rivendicato dall’Is.

15 febbraio 2015: i jihadisti dell’Is diffondono un video che mostra la decapitazione di 21 egiziani copti che erano stati rapiti in Libia. La risposta del Cairo è affidata a raid aerei che colpiscono campi di addestramento e depositi di armi dello Stato islamico nel Paese nordafricano.

20 ottobre 2013: un gruppo di sospetti islamisti fa irruzione e apre il fuoco all’interno di una chiesa a Warraq, uccidendo un religioso, una donna e due ragazze.

Agosto 2013: circa 40 chiese copte vengono distrutte a seguito della strage di sostenitori dell’allora presidente Morsi al Cairo.

9 ottobre 2011: circa duemila copti manifestano nei pressi della sede della tv di Stato contro la demolizione di una chiesa nella provincia di Aswan, nel sud dell’Egitto. Negli scontri con le forze di sicurezza muoiono 36 persone, in gran parte copti. L’episodio viene ricordato come il “massacro di Maspero”.

1 gennaio 2011: Capodanno di sangue ad Alessandria. Un’autobomba esplode davanti ad una chiesa alla fine della messa di mezzanotte, provocando 21 morti. Il governo parla di un attacco suicida.