Dopo le uova, anche Greenpeace contro la Le Pen: attivisti scalano la Torre Eiffel

Il rivale Macron agita lo spettro del potere giudiziario; le lobby – questa mattina è stata la volta del movimento ecologista di Greenpeace – mentre la sinistra demagogica scatena le piazze. Una manovra a tenaglia quella che punta a strangolare e a mozzare ai fianchi la volata di Marine Le Pen, domenica prossima alla finalissima elettorale.

Le Pen, in Francia la sinistra scatena le piazze e le lobby

E così, dopo il lancio delle uova durante una tappa del suo tour politico in Bretagna, che ha portato la leader del Front National in una fabbrica del luogo, dove è stata accolta dallancio di uova di un gruppetto sparuto di contestatori, oggi è stata la volta del blitz di dell’organizzazione non governativa animalista, pronta all’arrembaggio della Tour Eiffel pur di bloaccare quella che è l’inarrestabile marcia verso la conquista delle urne della Le Pen. In entrambe i casi, in Bretagna – da cui la gamiglia di Marine proviene – e a Parigi, è risultato evidente come contestatori e facinorosi abbiano potuto contare su un’organizzazione e una libertà di movimento che ha permesso loro di mostrare i muscoli e la loro vera natura: quella tipica di una sinistra intollerante e facinorosa, che teme il sorpasso a destra dell’ultimo minuto.

Attivisti di Greenpeace scalano la cima della Torre Eiffel

Tanto basta, dunque ì, per armare il pugno dei contestatori di corde e striscioni con cui Greenpeace ha scalato la vetta della Tour Eiffel questa mattina: alcuni militanti dell’organizzazione non governativa si sono issati sul monumento simbolo di Parigi per dispiegare un gigantesco lenzuolone anti Front National su cui è ben visibile la scritta “Liberté, égalité, fraternité # Resist”. A riferirne è stato un giornalista di France Inter, che sul sito riporta la dichiarazione rilasciata dall’organizzazione, poi rilanciata a stretto giro dal direttore generale di Greenpeace France a Europe 1: l’iniziativa è volta a «mettere in guardia contro il progetto di Marine Le Pen e ciò che rappresenta in termini di rischi per le associazioni e altro». Diverse fotografie pubblicate su Twitter ritraggono i 4 attivisti protagonisti dell’azione sospesi per aria con lo striscione. E sempre su Twitter sono stati in molto quelli che si sono chiesti oggi come – «in pieno stato di emergenza» –  gli attivisti abbiano potuto compiere la loro azione con tanta facilità.

I sondaggi danno l’astensionismo in aumento

Intanto, a 48 ore dal duello tv che ha visto la schiacciante vittoria della candidata della destra sull’uomo dei poteri forti e della finanza Emmanuel Macron, i sondaggi tornano a ipotizzare il minimo storico di partecipazione al ballottaggio di domenica in Francia: stando ad un’indagine proposta da Odoxa per France Info pubblicato oggi, alle urne dovrebbe infatti recarsi il 75% degli aventi diritto, il tasso più basso dal 1969, quando al ballottaggio che oppose George Pompidou de l’Union pour la défense de la République e Alain Poher del Centre démocrate andò a votare meno del 70% degli iscritti. L’astensione è più alta tra i simpatizzanti dei partiti a sinistra del PS, sostanzialmente gli Insoumis (34%) mentre raggiunge il 10% tra i simpatizzanti del PS e il 28% tra quelli della destra, spiega l’istituto, ricordando che il leader di la France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon, ha preferito non dare indicazioni di voto per il secondo turno.