Lancia il microfono e colpisce un fan, Piero Pelù chiede (finalmente) scusa

Finalmente Piero Pelù si scusa: pace fatta col fan che era stato colpito dal microfono. Il frontman dei Liftiba, Piero Pelù, nei giorni scorsi mentre cantava il brano Tex durante il concerto fatto dalla band al Forum di Assago, aveva fatto roteare il microfono, che si era sganciato dal filo ed era volato tra la folla colpendo un fan. Il malcapitato è un ristoratore modenese e si chiama Roberto Moncata. L’uomo, come ha raccontato la Gazzetta di Modena, si era recato in ospedale e come da referto ha riportato un livido al malleolo. Ma nessuno dell’entourage di Pelù si era preoccupato a chiedere notizie e a dare le scuse. Il ristoratore così aveva annunciato che avrebbe intentato un’azione legale nei confronti del cantante. Sui social si era scatenata una vera polemica. Molti, dopo che la Gazzetta aveva raccontato l’episodio, avevano accusato l’esercente di cercare solo pubblicità. Lui però aveva ribattuto: «Non ne ho certo bisogno…». Altri ancora avevano ricarato la dose: «É un concerto rock, te ne potevi stare a casa…».

Pelù: il microfono “volante” sarà venduto all’asta

Dopo gli insulti ricevuti il ristoratore ha scrollato le spalle ed è passato al contrattaccato con un post su Facebook: «C’è stato anche un precedente… Un altro lancio di microfono. A me è andata bene che mi ha centrato un piede. E se avesse preso l’occhio di una bimba che avreste scritto». Poi ha concluso: «Se ci sarà un risarcimento devolverò tutto in beneficenza». Alla fine sono arrivate le scuse. «Si precisa che Piero Pelù ha già contattato il signor Roberto Moncata scusandosi con lui e invitandolo a partecipare al concerto di Firenze dei Liftiba che si terrà venerdì 7 aprile – si legge in una nota del portavoce della band – In quell’occasione, Piero Pelù donerà al signor Moncata il “microfono-volante” utilizzato sul palco di Milano che, di comune accordo, verrà venduto all’asta. I ricavati saranno devoluti all’Associazione Aut Aut, associazione che da anni sostiene le persone affette da autismo e le loro famiglie».