La Russa: «Bene il fumetto su Sergio Ramelli, alla presentazione vorrei Pisapia»

È una memoria politica e personale quella di Ignazio La Russa su Sergio Ramelli, morto il 29 aprile 1975. Il deputato di Fratelli d’Italia, allora dirigente del Msi, fu l’avvocato di parte civile che difese la famiglia nel processo contro gli assassini del ragazzo milanese, ucciso a 18 anni, sotto casa, da un commando di Avanguardia operaia. «In quel processo io ho avuto l’onore di essere il difensore di parte civile, difendendo tecnicamente la mamma di Ramelli, ma in realtà la storia di una intera generazione. Almeno questo è stato l’intento mio e di mamma Ramelli», ha ricordato La Russa.

La Russa: «Vorrei un dibattito con Pisapia»

Sulla storia di Ramelli uscirà, proprio il 29 aprile, una graphic novel edita dalla casa editrice Ferrogallico. La Russa ha voluto che la presentazione in anteprima avvenisse alla Camera, dove avrebbe voluto anche svolgere un dibattito pubblico per andare a fondo del clima di quegli anni. «Avrei voluto coinvolgere – ha spiegato La Russa – un esponente di primo piano della sinistra, anche più estrema, per esempio l’ex sindaco di Milano, ma non è stato possibile». «Per cui – ha proseguito il deputato di Fratelli d’Italia – viene meno l’opportunità di un dibattito che poteva avere un solo significato: quello di affrontare da più angolazioni la questione di come una generazione fu indotta a scannarsi da parte di chi voleva mantenere saldamente il potere e nella migliore delle ipotesi nulla fece perché ciò fosse evitato, nella peggiore provocò l’incancrenirsi di un contrasto generazionale».

Alla ricerca della verità

La Russa ha ricordato come il faro che nel processo mosse la famiglia e lui, avvocato della famiglia, fu la ricerca della verità. Per questo allora «la parte civile non chiese nessuna entità di condanna, ma solo che venisse accertata la verità su Sergio, soldato in tempo di pace, e sulla sua generazione». Una verità che, almeno per la circostanza dell’esecuzione materiale dell’omicidio, fu accertata grazie al coraggio dell’allora giudice istruttore, Guido Salvini, che oggi firma la prefazione della graphic novel. «Nonostante le pressioni e i tentativi di depistaggio – ha ricordato La Russa – non chiuse l’indagine e riuscì a individuare e interrogare i componenti del servizio d’ordine di Avanguardia Operaia» responsabili dell’omicidio.