I missili lanciati dalle portaerei Usa sulla Siria: ecco le prime immagini (video)

Missili sulla Siria, l’ira di Mosca

Sull’azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l’attacco definendolo “un’aggressione contro una nazione sovrana”. L’attacco è stato sferrato sulla base di “un pretesto inventato”, prosegue Mosca, per cui l’esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge, arrecherà “danni significativi alle relazioni Usa-Russia” e crea “un serio ostacolo” alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l’Is. Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l’attacco un tentativo di sviare l’attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso. 

Le reazioni

I militari russi sono stati informati anticipatamente dell’attacco americano contro la base aerea in Siria. A precisarlo è stato il Pentagono. Il segretario di Stato americano Rex Tillerson ha però chiarito che non c’è stato alcun ulteriore coordinamento con Mosca in vista dell’attacco alla Siria. “Il governo britannico appoggia pienamente l’azione americana, che considera una risposta appropriata al barbaro attacco con armi chimiche sferrato dal regime siriano e che aveva l’obiettivo di evitare ulteriori attacchi”. Questo il commento di Londra sull’attacco missilistico Usa affidato ad un portavoce di Downing Street.

Il NYT sta con Trump. Freddo il Washington Post

I due giornali liberal stanunitensi, strenui avversari del presidente, si dividono sull’attacco alla Siria. «Quando un tiranno viola una norma basilare, il mondo guarda all’America perché agisca», scrive il Nyt. «Evitare che lo spasmo di una reazione complichi il conflitto», raccomanda invece il WaPo. Che però chiede «coerenza» sulla Nord Corea.