Hollande vota Macron: l’abbraccio mortale che può aiutare Marine

Anche Hollande voterà Macron. E perciò, se tanto mi dà tanto, c’è speranza per Marine Le Pen. Perchè se il peggiore presidente che la Francia rammenti annuncia il suo sostegno a colui che è ormai il vincitore designato è certo che un qualche contraccolpo per il giovanotto potrebbe esserci. È talmente inviso ai suoi concittadini Hollande che l’effetto boomerang non è da escludersi. Una sorta di abbraccio mortale. Dopodichè, è ovvio, ci sono anche gli altri: un caravanserraglio di aspiranti ed ex leader di destra e di sinistra che sgomitano in soccorso di questo novello salvatore della Patria francese. Del resto non ha eguali al mondo quel che sta accadendo in Francia. Da nessuna parte un tale concentrato di diversi e antitetici interessi politici ed economici si è mai coalizzato a sostegno del medesimo candidato. Un unicum anche rispetto al voto statunitense che ha visto prevalere Donald Trump sulla grancassa organizzata dagli Obama e dai Bush, dai Soros e dai Bloomberg a sostegno della Hillary Clinton. Il tycoon newyorkese di potentati al suo fianco ne ha avuti pochi, ma qualcuno c’era. In Francia, no. La Marine Le Pen lotterà da sola al ballottaggio. Sola ma con le migliaia dei suoi galvanizzatissimi attivisti pronti a denunciare ogni potere interno e ogni condizionamento esterno. E così, ad aiutarla, oltre alle sue capacità dialettiche che dovrà mostrare ben visibili nei faccia a faccia con Macron, potrà aggiungersi soltanto la sicumera del fronte avverso. La certezza di una vittoria a mani basse come accadde, nel 2002, nel confronto tra Chirac e suo padre. Una possibilità che adesso li mette tutti d’accordo: da Hollande a Sarkozy, passando per Fillon e Melancon. È una battaglia impari, non c’è dubbio. Ma se i francesi si fermano a riflettere solo un attimo il risultato potrà essere sorprendente.