Giampaolo Mattei accusa: «L’assassino dei miei fratelli lavora per il M5S»

Il crimine subito dai fratelli Mattei a Primavalle è una ferita che non si rimargina e che produce ancora dolore per colpa di una politica sempre più egemonizzata dagli ignoranti e dai superficiali. Il fratello di Virgilio e Stefano Mattei, periti il 16 aprile per l’incendio appiccato davanti alla porta della loro casa da Achille Lollo e da altri ultrasinistri torna a lanciare  il suo grido di dolore. «Sono deluso e arrabbiato. A 44 anni dalla strage che ha provocato la morte dei miei fratelli, ci sono ancora procedimenti aperti. Non c’è una sentenza definitiva che individui i mandanti. Non c’è mai stata la giusta condanna degli assassini di Virgilio e Stefano. E sono offeso dalla politica che ha assunto e pagato Achille Lollo». Così dice Giampaolo Mattei al settimanale Oggi dopo la scoperta che Lollo («Fu lui a versare benzina sotto la nostra porta») firma articoli per un sito registrato a nome di Alessandro Bianchi, stretto collaboratore di Alessandro Di Battista. «Alessandro Di Battista mi ha telefonato, scusandosi. Mi ha detto che Bianchi “è un ragazzo”. Che non sapeva del passato di Achille Lollo. Che lui non sapeva del sito di Bianchi».

Conclude Mattei: «Le telefonate di scuse non mi servono… Achille Lollo è un uomo libero, può fare il giornalista, l’opinionista… D’altronde tutti gli assassini degli Anni di Piombo oggi sono professori e intellettuali. Sono stati accolti da varie associazioni e lavorano e vivono bene nonostante gli ergastoli mai scontati. Non sono loro a infastidirmi ma i politici che hanno permesso questo, che hanno dimenticato le vittime premiando i carnefici. Oggi c’è il “non so” del  Movimento 5 Stelle, ieri c’era l’associazione Soccorso Militante Rosso di Dario Fo e Franca Rame».