Attacchi chimici, Assad respinge le accuse. «Falso al 100%»: ecco perché

Sotto attacco mediatico, il residente siriano Bashar al-Assad prova a fare chiarezza in merito alle notizie di attacchi chimici sferrati in Siria dal regime di Damasco: e con fermezza e sdegno respinge al mittente le accuse su una sua presunta responsabilità. Sono ‘«false al 100 per cento» le notizie di attacchi chimici sferrati in Siria su mio ordine, ribadisce con fermezza Assad, che per la prima volta ha commentato direttamente le accuse mosse alle forze armate siriane circa la responsabilità dell’attacco chimico su Khan Sheikun in una videointervista esclusiva all’Afp, rilanciata da molti media tra cui Bbc e al-Arabiya. 

Assad nega responsabilità nell’attacco chimico

L’attaco risale al 4 aprile ed è costato la vita a più di ottanta civili: un’azione terribile che ha colpiti civili, indistintamente donne, anziani e bambini. Un agguato condannato dall’intera comunità internazionale a cui il leader siriano continua a professarsi innocente dichiarandosi totalmente estraneo alla vicenda. Non solo: a riprova della sua innocenza, Assad è tornato ad affermare che dal 2013 il suo governo «ha rinunciato» alle armi chimiche e ha consegnato tutte le sue scorte alle agenzie delle Nazioni Unite incaricate. «Non è stato ordinato alcun attacco. Abbiamo rinunciato al nostro arsenale un po’ di anni fa. Anche se ne avessimo (di armi chimiche, ndr), non le avremmo mai usate», ha proseguito il presidente siriano.

Assad annuncia un’indagine «imparziale» sul caso

E in considerazione di questo, allora, Assad ha anche annunciato l’intenzione di chiedere un’indagine «imparziale» sull’attacco, in modo da garantire che non venga usato per «finalità politiche». A proposito del raid missilistico condotto dagli Stati Uniti sulla base aerea siriana da dove sarebbero partiti i caccia responsabili dell’attacco su Khan Sheikun, Assad ha dichiarato che «la potenza» delle forze armate siriane «non ha risentito« dell’azione militare subita. Sul piano politico, invece, sempre rivolgendosi a Washington, Assad ha dichiarato che «gli Stati Uniti non sono seri» circa la volontà di giungere a una soluzione politica della crisi siriana in corso dal marzo del 2011.