Rampelli (FdI): «Quei migranti morti a Foggia sono una vergogna di Stato»

La tragedia che si è consumata questa mattina in Puglia, nel Foggiano, dove due migranti del Mali sono rimasti uccisi tra le fiamme di un incendio che si è sviluppato all’interno di un insediamento dove vivevano, in condizioni di precarietà e illegalità molti immigrati, ha puntato i riflettori su un problema che si alimenta di tragedie umane e problematiche sociali quotidiane. E allora, dalla piaga del caporalato al dramma dell’accoglienza coatta e disorganizzata di profughi, in quella baraccoli fatiscente covava tutto questo, e molto di più…

Tragedia nel Foggiano: l’interrogazione di Rampelli

Del resto, non è un caso se una delle prima cose di cui si è parlato a ridosso del ritrovamento dei due corpi carbonizzati è stato il fatto che, quella di oggi, non era certo la prima volta che si verificava un incendio nel “Gran Ghetto” situato tra Rignano Garganico e San Severo, in provincia di Foggia, una baraccopoli fatiscente dove alloggiano i lavoratori stagionali. Il più devastante, dopo altri 4 o 5 episodi analoghi, avvenne il 15 febbraio dell’anno scorso. In quell’occasione fortunatamente non ci furono feriti, ma 350 persone rimasero senza un riparo. Sembrava che l’insediamento spontaneo non avesse più futuro, e invece: è risorto dalle sue stesse ceneri, fino a riprecipitare nell’inferno delle fiamme poche ore fa. E allora, il pensiero adesso corre agli altri 4 ghetti, anche se di minori dimensioni, sparsi nella provincia dauna, dove sono molto richiesti i lavoratori agricoli stagionali, in particolare migranti: da Borgo Tressanti a Borgo Libertà, da Orta Nova a Borgo Mezzanone. Senza dimenticare, naturalmente, le vittime di oggi, a proposito delle quali si è espresso rivolgendo un’interrogazione al ministro degli Interni Minniti, il deputato di FdI Fabio Rampelli, che ha ricordato: «La morte di questi due migranti è l’ennesima vergogna di uno Stato che preferisce chiudere un occhio finché la situazione non diventa drammatica. Ci devono dire, in primis il ministro Minniti, chi sono gli artefici del racket e i loro complici. Vogliamo i nomi».

Rampelli: «Chi sono gli artefici del racket e i loro complici?»

Non solo, in un altro passaggio dell’interrogazione, il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, che ha predisposto per il titolare del Viminale un’apposita interrogazione parlamentare, ha ribadito – sottolienandone le responsabilità politiche e morali – come «l’esistenza del Gran Ghetto è accertata già nel 2012. Sono passati 5 anni – ha ricordato quindi Rampelli – e soltanto ieri le autorità competenti sono intervenute per il suo smantellamento, benché già da tempo si sapesse che sui migranti ci fosse la longa manus della criminalità organizzata»… «Bisogna capire chi ha consentito il consolidarsi di questo racket senza che le autorità competenti, tutte, facessero alcunché. Questo è quanto ci aspettiamo dal ministero dell’Interno», ha quindi concluso l’esponente di FdI. E questo è quanto si aspettano tutti in Puglia, e non solo…