PALLONATE – Proteggere la casa di Celentano per Gramellini è un favore ai vip….

Da oggi Ignazio La Russa inizia una collaborazione con “Il Secolo d’Italia” con la rubrica “Pallonate”.

Gramellini nel suo “Il caffè” di ieri sul Corriere (che  sia detto per inciso, assomiglia per ironia della sorte al mio assai più modesto blog esistente da anni “Un caffè con Ignazio La Russa”, che da oggi viene ospitato anche su “Il Secolo”) scrive di Adriano Celentano e della sorveglianza richiesta ai Carabinieri dopo diverse allarmanti intrusioni nella sua villa. E siccome si tratta del ragazzo che dalla casa nei prati della canzone è arrivato “alla villa gluck” l’elzeviro non è tenero col “molleggiato”. Adriano d’altronde non è stato mai completamente adottato dagli intellettuali radical chic sin da quando cantava “Chi non lavora non fa l’amore” (ma tranquilli, non erano loro il bersaglio).

Forse per questo o chissà perché Gramellini si scandalizza che alcuni tra gli otto (dicesi otto) Carabinieri dell’unica Caserma dell’Arma in servizio per diversi paesi della provincia di Lecco, abbiano avuto l’ordine di “proteggerlo”. Nell’elzeviro, per evitare che (testualmente) “si lascino sguarnite le abitazioni degli altri abitanti” si indicano, tra il serio e il faceto, cinque soluzioni tra le quali scegliere la più adatta. Scartata ovviamente una apposita “missione militare”, così come il ricorso alle Iene o al Gabibbo nonché una provocatoria riforma Costituzionale che sancisca come l’Italia sia “fondata sui Famosi”, Gramellini opta per un inedito (almeno a sinistra) “fai da te”.

Cioè considera “praticabile” convincere Celentano ( “e i famosi”) a pagarsi la propria difesa ingaggiando “ guardie giurate”.

Insomma in questo caso non sarebbe ”far west” ne “farsi giustizia da soli”. Buono a sapersi per quando qualcuno invocherà la legittima difesa. Resta da capire perché sia stata invece scartata l’ipotesi più semplice e cioè quella di affidare la sicurezza di un gruppo di paesi ad un numero più alto di uomini e donne delle Forze di Polizia, magari al servizio di un progetto politico e legislativo che consideri la lotta alla criminalità (anche quella stupidamente definita “Micro”) una priorità per questa Italia. Ma forse le risorse necessarie sono esaurite per ripianare i guai delle banche e per foraggiare chi si ingrassa con l’immigrazione irregolare.

N.B. Dal prossimo”caffè” prometto di essere più “ristretto”